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Il discorso della regina, in cinque punti

Gregorio Sorgi

Elisabetta II ha presentato le priorità del nuovo governo conservatore, dalla Brexit alla sicurezza. Il sottofondo scozzese

La regina Elisabetta ha elencato le priorità del nuovo governo, dalla Brexit agli investimenti nel sistema sanitario, nel suo tradizionale discorso alla Camera dei Lord. Il rito prevede che il sovrano si rechi a Westminster all’inizio di ogni nuova sessione parlamentare e legga un discorso redatto dal primo ministro. La regina ha svolto il suo ultimo intervento davanti ai deputati a metà ottobre elencando una serie di promesse che l’allora governo guidato da Johnson non poteva mantenere dato che non era sostenuto da una maggioranza in Parlamento. Ma nel giro di pochi mesi è cambiato tutto. Il Partito conservatore ha conquistato una maggioranza di oltre ottanta deputati alle elezioni che gli garantisce un ampio margine per mettere in pratica il programma elettorale. Questi sono gli argomenti più importanti che la regina ha affrontato nel suo discorso:

• Brexit
• Welfare
• Sicurezza e forze dell’ordine
• Politica estera
• Cambiamento climatico

 

 

La promessa più importante è il completamento della Brexit entro il 31 gennaio 2020. La regina ha affrontato l’argomento all’inizio del discorso e ha annunciato che l’accordo di uscita verrà portato in Parlamento domani. Una volta approvato, il governo negozierà un’intesa di libero scambio con l’Unione europea entro il 31 dicembre 2020. L’esecutivo ha fatto sapere nei giorni scorsi che sarà illegale per il primo ministro chiedere una proroga della scadenza creando molto sconcerto a Bruxelles e facendo riaffiorare i timori di un no deal tra dodici mesi.

 

La regina si è poi soffermata sui temi domestici come scuola, sanità e sicurezza. I conservatori hanno promesso finanziamenti massicci nel sistema sanitario nazionale e sono intenzionati a mantenere la promessa nei primi mesi di governo. Il discorso ai deputati elenca varie promesse come l’abolizione della tassa sul parcheggio negli ospedali e un visto agevolato per i medici stranieri dopo la Brexit. Johnson non vuole deludere gli elettori ex laburisti nelle regioni del nord che hanno votato i Tory per la prima volta. Gli investimenti nell’NHS, uno dei temi più cari agli elettori, hanno un valore simbolico e intendono ribadire il messaggio che i conservatori sono diventati il partito di riferimento della working class. Il governo ha anche promesso di alzare la paga minima e investire nelle scuole pubbliche per garantire una migliore istruzione in ogni zona del paese. Johnson ha preso le distanze dalle politiche di austerity portate avanti dai governi conservatori precedenti e ha dato grande attenzione al welfare, un tema generalmente appannaggio dei laburisti. I Tory hanno mostrato una linea dura sui temi della sicurezza promettendo sentenze più lunghe per i terroristi. Questo tema è diventato molto popolare dopo l’attentato di London Bridge commesso da un gruppo di terroristi rilasciati prematuramente dal carcere. Sul cambiamento climatico il governo ha promesso di azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050 e di ospitare il prossimo vertice COP a Londra. 

 

Il governo ha ribadito che la libera circolazione delle persone terminerà una volta avvenuta la Brexit e che i cittadini europei che intendono trasferirsi in Gran Bretagna non avranno più un trattamento agevolato. Il governo intende introdurre un sistema a punti basato sul modello australiano. Questo significa che per i lavoratori qualificati sarà più facile ottenere un visto per lavorare in Gran Bretagna dopo la Brexit. 

  

  

Stavolta la cerimonia del Queens Speech è stata più sobria rispetto al solito. La regina ha indossato un cappello celeste al posto della corona e si è recata a Westminster in macchina anziché in carrozza. Come da tradizione i deputati sono stati convocati dal Black Rod e si sono avviati in fila verso la Camera dei Lord per ascoltare il discorso. Il primo ministro, Boris Johnson, e il capo dell’opposizione, Jeremy Corbyn, hanno camminato uno a fianco all’altro senza rivolgersi la parola.

  

 

Il documento scozzese

La regina non ha mai menzionato il tema dell’indipendenza scozzese, che è tornato al centro del dibattito pubblico dopo il grande risultato elettorale dei nazionalisti scozzesi dell’Snp. Stamattina la leader del partito, Nicola Sturgeon, ha tenuto un discorso nella sua residenza a Edimburgo per ribadire di avere ricevuto “un mandato popolare” per convocare un secondo referendum sull’indipendenza dopo quello del 2014 vinto dagli unionisti. Il governo scozzese ha pubblicato in mattinata un documento di 39 pagine che elenca i passaggi per ottenere un nuovo referendum per separarsi dalla Gran Bretagna. Il primo ministro ha chiesto al governo di Londra di trasferire alcuni poteri al Parlamento scozzese per consentirgli di proporre un nuovo voto. Nel pomeriggio l’assemblea di Edimburgo dovrebbe approvare alcune leggi per agevolare il voto sull’indipendenza grazie al sostegno dell’Snp e dei Verdi scozzesi. Tuttavia, Johnson resta contrario all’ipotesi e non sarà possibile tenere il referendum finché il governo di Londra non avrà dato il suo assenso.

  

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