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La Brexit di nuovo sospesa

Approvato l’emendamento presentato dal conservatore Letwin che sposta l’uscita dall’Ue oltre la data del 31 ottobre. Il premier Boris Johnson non ci sta: “Nessun rinvio”

19 Ottobre 2019 alle 16:41

La Brexit di nuovo sospesa

La marcia organizzata da People's vote a Londra per chiedere un secondo referendum sulla Brexit (foto LaPresse)

Il Brexit day è stato rimandato ancora, nonostante la sessione straordinaria del SuperSaturday - non accadeva dalla guerra nelle Falklands. L’accordo Johnson non è stato messo ai voti perché ha vinto l’emendamento Letwin che costringe il premier inglese a rivedere i tempi del divorzio (322 sì, 306 no). Appena dopo il voto, Johnson ha detto: non chiederò la proroga, si esce il 31 ottobre con l’accordo firmato insieme all’Ue.

 

Johnson deve rivedere i tempi della sua Brexit, ma ha già dimostrato due cose importanti: i Tory si sono riallineati dietro di lui e parte dei laburisti pure (nei calcoli sull’accordo prima dell’emendamento Letwin c’era una maggioranza, risicata, ma c’era); il ritardo sarà visto come un ostruzionismo inutile di chi non vuole la Brexit. Per gli anti Brexit - come si vede anche dalle facce in piazza per il People’s vote - sono giorni di grande rassegnazione.

Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi

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