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Chi guiderà l’Europa? I nomi, gli incastri, una certezza e una data

Gli Spitzenkandidaten sono morti (ve l’avevamo già detto?), tranne una. Per l’Italia potrebbe essere una legislatura magrissima

17 Maggio 2019 alle 10:54

Chi guiderà l’Europa? I nomi, gli incastri, una certezza e una data

Gli Spitzenkandidaten durante il dibattito del 15 maggio. Da sinistra Jan Zahradil (Acre), Nico Cue (El), Ska Keller (Egp), Margrethe Vestager (Alde), Frans Timmermans (Pse), Manfred Weber (Ppe)

Bruxelles. Il 28 maggio a cena, meno di 48 ore dopo i risultati delle elezioni, i capi di stato e di governo dell’Ue inizieranno le trattative sulla nuova leadership delle istituzioni comunitarie. In attesa dell’esito elettorale, è improbabile che il prossimo presidente della Commissione sia uno degli Spitzenkandidaten (capolista) dei partiti politici: nonostante la messa in scena del dibattito presidenziale mercoledì sera, al vertice informale di Sibiu del 9 maggio la maggioranza dei leader si è espressa contro questo processo....

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David Carretta

Corrispondente a Bruxelles per Radio Radicale. Da nove anni copre le istituzioni europee e altri eventi internazionali e cura una rassegna della stampa internazionale. Dal 2004 collabora regolarmente con il Foglio, scrivendo di Europa, Nato, relazioni transatlantiche, politica francese e Belgio. E' stato militante radicale, assistente al Parlamento europeo e tesoriere di Non c'è Pace senza Giustizia. Dopo un decennio a contatto con le istituzioni europee, il suo euro-entusiasmo si è trasformato in euro-realismo: l'Europa è quello che è, ma se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Così anche per i radicali.

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