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Lezioni finlandesi

Vince la sinistra, europeisti all’80%, ma attrezziamoci per la frammentazione

16 Aprile 2019 alle 06:00

Lezioni finlandesi

Antti Rinne e sua moglie dopo i risultati delle elezioni (Foto prese dal profilo Facebook di Antti Rinne)

Il centrosinistra vince le elezioni in Finlandia, per la prima volta negli ultimi vent’anni, superando di un filo il partito populista dei Veri finlandesi, 40 seggi contro 39 (sono duecento in totale), seimilaottocento voti di scarto. Al terzo posto ci sono i conservatori, con 38 seggi, e al quarto il Partito di centro (centrodestra) attualmente al governo. Per la prima volta negli ultimi cent’anni, nessuna formazione supera il 20 per cento dei consensi: avete presente la frammentazione? Eccola qui, non trascuriamola perché è quel che ci aspetta anche su scala europea. I Veri finlandesi, che vogliono formare con la Lega di Salvini l’alleanza sovranista d’Europa, festeggiano: si erano spaccati a metà quando la retorica del partito, con il leader Halla-aho, s’è fatta più nazionalista e xenofoba (prima era soltanto euroscettica) e pure dopo lo scisma ha quasi sfiorato la vittoria (il numero dei seggi è costante nelle ultime tre tornate elettorali).

 

Salvini esulta: cambieremo insieme l’Europa!, ma come è già accaduto in Svezia gli altri partiti europeisti – che sono quasi l’80 per cento dei consensi – si organizzano per aggirare il problema sovranista. Antti Rinne, 56 anni, ex sindacalista, leader dell’Spd, sta già facendo i conti per formare un’alleanza che porti alla maggioranza dell’Eduskunta, il Parlamento finlandese: potrebbe cercare la strada tutta a sinistra, con i Verdi e la Sinistra che sono andati bene, o rischiare la grande coalizione con i conservatori che sarebbe difficile dal punto di vista ideologico – c’è una frattura molto profonda sulla gestione del welfare, in particolare per gli anziani che in questo paese di 5 milioni e mezzo di abitanti sono tantissimi: la sinistra vuole alzare le tasse, che sono già oltre il 50 per cento, la destra vuole tagliare le spese – ma è molto solida politicamente (si tarperebbero anche eventuali corteggiamenti verso i populisti che oggi comunque tutti escludono). In ogni caso: vince la sinistra, gli europeisti sono maggioranza, attrezziamoci per gestire altra, roboante, fastidiosa frammentazione. Nota a margine: gli amici di Di Maio hanno preso lo 0,8 per cento, queste stelle non luccicano più.

Redazione

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