Il mio incontro (finora segreto) con Di Maio. Il racconto di Dupont-Aignan

Mauro Zanon

Il leader di Debout la France, alleato al M5s tra i banchi del Parlamento europeo, che sognava di diventare premier con la Le Pen

Parigi. “Vedo molto bene il governo italiano, sarebbe un sogno averlo in Francia. Siete molto fortunati”. Esordisce così Nicolas Dupont-Aignan, leader di Debout la France (Dlf), il partito sovranista che al Parlamento europeo siede accanto al Movimento 5 Stelle nel gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (Efdd). E proprio sui 5 Stelle ci dice qualcosa che non aveva ancora detto a nessuno. “Ho incontrato Luigi Di Maio a Roma all’inizio di quest’anno. E’ un incontro che volevamo tenere discreto, ma ecco ora si sa”, confida al Foglio Dupont-Aignan, prima di aggiungere: “Questo incontro è stato possibile perché conosco bene Fabio Massimo Castaldo, che sta assieme a noi di Dlf a Bruxelles. Con Di Maio siamo rimasti assieme due ore e abbiamo avuto un ottimo scambio di opinioni e di vedute”.

    

Di Maio “è un uomo molto più fine e intelligente di quello che si vuol far credere in Francia”, dice Dupont-Aignan. In passato, dice, aveva incontrato anche Beppe Grillo, il guru e fondatore dei 5 Stelle, con i quali ci sono molti punti in comune, soprattutto sul piano economico. “Sono vicino ai 5 Stelle in materia economica, mentre per quanto riguarda la sicurezza e l’immigrazione le mie posizioni sono più aderenti a quelle di Matteo Salvini e della Lega”, sottolinea il presidente della formazione sovranista francese, che gli ultimi sondaggi in vista delle elezioni europee danno attorno al 3,5 per cento. Sulla Tav Torino-Lione, è grillismo allo stato puro. “Sull’alta velocità, Di Maio e i 5 Stelle hanno totalmente ragione. E’ un progetto aberrante, scandaloso. L’ho studiato dalla A alla Z: è una follia, uno spreco di soldi pubblici”. Non c’è stata ancora occasione di incontrare Salvini, e non perché il ministro dell’Interno italiano non sia desideroso di farsi qualche chiacchiera con il gollista di Dlf. Secondo le informazioni del Foglio, sarebbe infatti Marine Le Pen, guida del Rassemblement national, a non volere che Salvini e Dupont-Aignan si incontrino: gelosie sovraniste figlie della rupture tra la Le Pen e il presidente di Dfl consumatasi lo scorso giugno, quando il secondo ha rifiutato la proposta della prima di fare una lista comune per le europee. “Je t’aime, moi non plus”, titolò la stampa parigina per riassumere il loro rapporto. Perché alle presidenziali del 2017, Dupont-Aignan sarebbe potuto diventare primo ministro di Francia, in caso di elezione di Marine Le Pen all’Eliseo. “Se avessimo vinto, avremmo avuto un’opportunità storica con il nuovo governo italiano per costruire un’alleanza forte, rilanciare la crescita economica, proteggere l’economia europea e ritornare allo spirito iniziale del mercato comune. Nel futuro prossimo, spero che lavoreremo a stretto contatto con i nostri amici italiani, perché il carattere latino e la visione delle cose ci avvicinano”, dice Dupont-Aignan, prima di concludere: “Sono convinto da molto tempo che la Francia non abbia più una politica mediterranea. Se l’Italia e la Francia sapessero giocare assieme, l’Europa sarebbe diversa”.

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