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A Parigi rinasce l'amore sovranista tra Salvini e Le Pen

Incontro tra il vicepremier e la leader del Rassemblement national (che lunedì non sarà a Milano al raduno organizzato dalla Lega). Il 18 maggio i due chiuderanno insieme la campagna elettorale delle europee

5 Aprile 2019 alle 17:12

A Parigi rinasce l'amore sovranista tra Salvini e Le Pen

Salvini e Marine Le Pen insieme a Parigi

Parigi. Durante il suo viaggio a Parigi nel quadro del G7 dei ministri dell’Interno, Matteo Salvini non poteva non trovare un momento per incontrare la sua alleata francese, Marine Le Pen. E non solo per questioni di cortesia diplomatica, ma anche perché nelle ultime settimane si è vociferato di dissapori tra la leader del Rassemblement national (Rn) e il ministro dell’Interno italiano, in seguito a una serie di appuntamenti mancati: il primo, con protagonisti gli eurodeputati Rn Nicolas Bay e Gilles Lebreton, che a marzo, a margine di un evento della Lega, dovevano incontrare Salvini, e invece sono tornati a Parigi senza nessun messaggio per la loro boss; il secondo, con il 23enne Jordan Bardella, capolista del Rn alle elezioni di maggio e astro nascente della gioventù marinista, che la scorsa settimana, nel quadro di un congresso dei giovani nazionalisti europei a Roma, aveva annunciato un incontro con Salvini, prima che quest’ultimo gli desse buca.

 

  

Stamattina, invece, l’incontro c’è stato veramente, in un hotel particulier del centro di Parigi. E i due leader sovranisti lo hanno rapidamente fatto sapere sui social. “In piena forma e pronti a vincere le elezioni europee con Matteo Salvini il prossimo 26 maggio!”, ha tuittato la figlia di Jean-Marie Le Pen. “Stamane a Parigi con Marine Le Pen, per parlare di lavoro, famiglia e tutela dell’ambiente, impegnati ad allargare l’alleanza di chi il 26 maggio vuole cambiare e portare un po’ di buonsenso in Europa!”, ha rilanciato il vicepremier italiano.

 

I rapporti di forza sono cambiati ed è Salvini, oggi, che fa da traino a Marine Le Pen e al suo Rassemblement national. La presidente del Rn e il suo pupillo Bardella non perdono mai occasione per elogiare il “modello italiano”, Salvini e i suoi, invece, non citano più con grande entusiasmo la formazione marinista: un po’ perché la sconfitta alle presidenziali del 2017 contro Emmanuel Macron ha confermato la tradizione di perdente di Marine Le Pen – tradizione di cui Matteo Renzi si era fatto beffa in diretta su France 2, suscitando grandi applausi nella macronia – un po’ perché i sovranisti italiani attendono con impazienza la nipote di casa Le Pen, Marion Maréchal.

 

Intanto, però, si va avanti con la zia. “È stato un incontro cordiale”, ha dichiarato Salvini a margine della conferenza stampa di questa mattina con gli altri ministri dell’Interno del G7. Durante la colazione di lavoro con la leader sovranista francese si è parlato di alleanze, di strategie, dei futuri scenari politici, ed è stata fissata una data per annunciare, secondo le parole dell’entourage di Salvini, “l’inizio di una nuova Europa”: il 18 maggio, a Milano, per chiudere assieme la campagna elettorale. L’obiettivo, dopo il 26 maggio, è quello di “rafforzare le nuove alleanze internazionali per allargare la famiglia di coloro che vogliono cambiare Bruxelles”, sempre secondo le parole dei consiglieri di Salvini, ossia creare il più grande gruppo di partiti nazionalisti in seno al Parlamento europeo. “Sono state affrontate le tematiche di campagna e in particolare il tema dell’ecologia, così come i risultati del governo italiano in materia sociale e di occupazione”, ha fatto sapere una fonte del Rn. 

 

Lunedì, a Milano, nel quadro della conferenza internazionale “Verso l’Europa del Buonsenso!”, evento di lancio della campagna per le europee, non saranno presenti né Marine Le Pen, né il premier ungherese Viktor Orbán. “Non erano nella lista degli invitati”, hanno chiarito alcune fonti della Lega dinanzi a chi parlava di “diserzione”. Insieme a Salvini, rappresentante in quota Lega del gruppo Enf (Europa delle Nazioni e della Libertà) di cui fa parte anche Rn, interverranno Jörg Meuthen (Alternative für Deutschland, Efdd), Olli Kotro (The Finns Party, Ecr) e Anders Vistisen (Dansk Folkeparti, Ecr): il primo tentativo di creare ponti con gli altri gruppi sovranisti, al fine di far nascere un’unica casa comune dopo le elezioni ddi maggio.

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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