A Parigi il rimpasto in vista è “una sofferenza” (e c'è anche una storia d'amore)

Mauro Zanon

Macron pensa di sostituire la ministra per gli Affari europei Loiseau con Beaune, il suo attuale consigliere. Nel frattempo il governo è in imbarazzo per l’evasione mondana del ministro Castaner

Parigi. Pronunciate la parola “rimpasto” nella macronia e vi sentirete rispondere così: “Non mi parlate di rimpasto, è una sofferenza. Non potete nemmeno immaginare”. L’interminabile casting per sostituire all’Interno il ministro riottoso Gérard Collomb, durante l’ultima riverniciata di governo andata in scena in autunno, ha lasciato brutti ricordi tra i consiglieri e i funzionari dell’Eliseo e di Matignon. Alla fine, a Place Beaveau, si è stabilito un duo formato dall’ex presidente della République en marche (Lrem), Christophe Castaner, e dall’ex capo dei servizi segreti interni (Dgsi), Laurent Nuñez: un politico e un tecnico per garantire solidità nel ministero più importante di Francia.

 

Eppure, nonostante l’esperienza di entrambi, oggi Place Beauvau è il dicastero più bollente della République a causa delle proteste dei gilet gialli. I fatti di sabato scorso, con gli Champs-Elysées trasformati in un campo di guerriglia urbana, tra incendi, vetrine spaccate e scontri tra Black bloc e poliziotti antisommossa, hanno reso più fragili le posizioni di Castaner e Nuñez, impreparati nel gestire un attacco all’ordine pubblico che era stato annunciato sui social network dai leader oltranzisti dei gilet, Eric Drouet e Maxime Nicolle. Talmente fragili che il Canard enchaîné ha raccontato di un Macron infuriato per quanto accaduto sabato – “incapaci”, dilettanti”, avrebbe gridato dentro le mura dell’Eliseo – e di un presidente che a “Casta” avrebbe dato un ultimatum che suona più o meno così: questa volta io e il primo ministro ti proteggiamo e salta il prefetto di Parigi, Michel Delpuech, ma se il prossimo sabato ci sono ancora casini salti tu.

 

Non dovrebbe dunque esserci il suo nome, la prossima settimana, tra i ministri uscenti del rimpasto di governo che si sta preparando in queste ore. Un rimpasto di cui non si conosce ancora l’ampiezza, anche se è certa la partenza di Nathalie Loiseau, attuale ministra per gli Affari europei, che lunedì sera sarà ufficialmente nominata capolista di Lrem per le elezioni di maggio (la lista, secondo le informazioni del Figaro, si chiamerà “Renaissance”, come il titolo della lettera di Macron agli europei). Al posto della Loiseau è pronto ad arrivare Clément Beaune, attuale consigliere per le questioni europee del capo dello stato.

 

“In questo momento, tra la campagna elettorale per le europee, le negoziazioni sulla Brexit e le trattative budgetarie con Bruxelles, ci vuole subito qualcuno di operativo”, ha riferito una fonte al Monde. Beaune, a fianco a Macron dai tempi della presidenza Hollande, è molto apprezzato nella macronia e ha ampiamente contribuito con la sua plume alla redazione del manifesto “Per un rinascimento europeo”. La sostituzione della Loiseau al Quai d’Orsay rischia però di non essere l’unica. Benjamin Griveaux, portavoce del governo, e Mounir Mahjoubi, ministro del Digitale, potrebbero infatti abbandonare la squadra di governo per consacrarsi alla campagna per le elezioni municipali del 2020: entrambi sognano di scalzare Anne Hidalgo dal trono di Parigi. “La partenza di Benjamin Griveaux non creerebbe problemi”, dicono dall’Eliseo. Ma il rischio di una guerra spietata tra lui e Mahjoubi è reale, senza contare la presenza ingombrante dell’altro candidato marcheur al comune di Parigi, Cédric Villani, il matematico dandy vincitore della medaglia Fields.

 

A preoccupare Macron, tuttavia, sono anche questioni meno politiche. La serata che Castaner ha trascorso il 9 marzo in una discoteca chic di Parigi, tra vodka e baci focosi con l’amante di 31 anni Clara Sabban, non ha certo trasmesso una immagine di serietà repubblicana, anche perché l’evasione mondana è stata rivelata mentre circolavano le foto di Parigi che bruciava. Venerdì, il magazine Closer ha anche spifferato che Clara era una militante di Lrem che era stata integrata nel gabinetto di Castaner quando quest’ultimo era portavoce dell’esecutivo. Una “promozione in camera da letto”, dicono i più perfidi.

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