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La Brexit è rinviata e ora tocca ai Comuni: “All'inferno c'è ancora tanto spazio”, avverte Tusk

Se Londra deciderà di votare alle Europee si pensa a una proroga lunga. Quanto? “Fino alla fine”, dice Juncker

22 Marzo 2019 alle 12:30

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A febbraio il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aveva detto che c'era un posto speciale dell'inferno riservato a chi ha promosso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza avere un piano. Ieri Tusk è tornato sul tema, in una conferenza stampa che ha avuto anche momenti leggeri, dopo la lunga e complicata riunione degli ambasciatori dei 27 stati membri sul divorzio del Regno Unito. “Secondo il Papa l'inferno è ancora vuoto, c'è ancora un sacco di spazio”, ha commentato Tusk quando gli è stato chiesto se l'inferno dovrebbe essere allargato per contenere tutti quei brexiteers che non voteranno per l'accordo di Theresa May la prossima settimana alla Camera dei Comuni.

    

I leader dell'Ue hanno concordato un piano per posticipare la Brexit oltre il 29 marzo e allontanare l'incubo di un'uscita senza deal: un'estensione tecnica breve della permanenza del Regno Unito, con la condizione che l'accordo di divorzio negoziato tra gli europei e la premier britannica May dovrà essere votato la prossima settimana a Westminster, dove il testo è già stato bocciato due volte. Gli scenari adesso sono tre. Se questa volta il testo passa, scatterà una proroga tecnica per dare tempo ai britannici di recepire l'accordo: fino al 22 maggio, il giorno prima delle Europee che si svolgeranno tra il 23 e il 26. Se invece l’accordo salta, l’Ue darà tempo a Londra per dire come intende procedere fino al 12 aprile, ultimo giorno utile perché anche la Gran Bretagna convochi le elezioni europee. “È la data chiave – ha spiegato Tusk – per decidere se tenere le elezioni, altrimenti un lungo rinvio della data di uscita sarà impossibile”. C'è quindi anche un altro scenario: quello di una proroga “lunga” nel caso Londra decida di andare alle urne. In conferenza stampa ci si chiede quanto è lunga una “proroga lunga”? Tusk fa spallucce mentre il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker risponde:Fino alla fine”.

Enrico Cicchetti

Nato a Mantova in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio dalle parti di Roma. Al Foglio dal 2016, si occupa del sito, di video e di infografiche. Su Twitter è @e_cicchetti

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