cerca

L’Italia madurista è peggio di uno scandalo: è un dramma politico

Il giro di rumba contro Guaidó è una campana a morto per i parametri della nostra nazione italiana europea occidentale

Giuliano Ferrara

Email:

ferrara@ilfoglio.it

4 Febbraio 2019 alle 20:29

L’Italia madurista è peggio di uno scandalo: è un dramma politico

Studenti protestano davanti all'ambasciata italiana a Caracas respingendo la posizione del governo italiano che ha bloccato una dichiarazione comune dell'Ue sul Venezuela (foto LaPresse)

Lo schieramento dell’Italia governativa con i dittatori, gli ayatollah e compagnia, contro America e Europa è, come direbbe Talleyrand, molto più e molto peggio di uno scandalo, è un problema politico. Tralasciamo le cose ovvie. Maduro è una deriva del chavismo, che a sua volta era una deriva ibrida di castrismo e peronismo: non è un uomo di stato riconosciuto dalle democrazie, o un rivoluzionario se è per questo, è un capotribù che a mezzo della violenza e della corruzione,...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

Leggi il curriculum dell'Elefantino scritto dall'Elefantino

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • russo201@interfree.it

    russo201

    09 Febbraio 2019 - 09:09

    Non sottoscriverò l'appello di Stefania Craxi,per il motivo che trascura l'ipocrisia dell'ordine autoritario liberale che da un lato con misure di boicottaggio economico, affama un popolo e dall'altro,gli manda gli aiuti umanitari.Anche un dittatore può avere ragione se li rifiuta.Altra cosa è riflettere per noi, "piccoli marxisti" sull'ennesimo fallimento del socialismo rivoluzionario.L'unica ,pannelliana proposta di Mujica,un passo indietro di Maduro e Guaidò e libere elezioni sembra avere una sua consistenza.Ferrara sopravvaluta la posizione gialloverde,posizionando il Foglio, ahinoi lettori, nell'area delle belle statuine.C'è aria di conformismo boldriniano,il coro dell'Antoniano di mater lacrimosa Bonino,nell'ennesima replica teatrale dello sdegno in servizio permanente.Ci manca solo Cerasa sul gommone con Orfini e la testa di Salvini.E a proposito della revanche anticomunista ricorderei a tutti, il silenzio,sul genocidio,in Russia, dei comunisti trotskisti in Russia (1936/1940)

    Report

    Rispondi

  • borlavanna

    05 Febbraio 2019 - 14:02

    Chiede umilmente scusa ma, sono una voce fuori dal coro. Come mai tutte le democrazie occidentali sono pro Guaido'? Io mi insospettisco sempre se qualcuno si autoproclama Presidente, sono cose che di solito succedevano in Africa. Maduro non è stato eletto 10 mesi fa? Sarebbe un colpo di stato no? Almeno per noi che ci definiamo democratici. O forse sono io che non capisco niente. Per il resto evviva il Foglio

    Report

    Rispondi

  • francospirito

    05 Febbraio 2019 - 10:10

    Il segno è stato superato da tempo. Ma come mai non si organizza un movimento d'azione per far cadere questo governo pericoloso??

    Report

    Rispondi

  • chilliundpasta

    05 Febbraio 2019 - 05:05

    Direttore, ambienti che contano ed altissime Istituzioni stanno guardando troppo passivamente ciò che accade. Sulla gente al Governo pare si scopra attoniti ció che era ovvio sospettare (temere) già almeno un paio d'anni fa se non prima. Aspettiamo la Catastrofe? Aspettiamo i consiglieri russi e/o cinesi a riempire il vuoto?

    Report

    Rispondi

    • zucconir

      06 Febbraio 2019 - 04:04

      ENI gioca la sua partita a tutto campo e in tutto il mondo e, fin dai tempi di Mattei, bisogna dire che l'ha giocata piuttosto bene, con alle spalle un paese politicamente e storicamente debole e un sistema giudiziario sempre pronto a saltargli addosso. Questo non succede a tutti i nostri competitor al grandr gioco del petrolio, immensamente più forti fi noi. È interessante notate che spesso le posizioni di ENI e del Vaticano sono abbastanza simili in tutti gli scenari.entrambi si ispirano fermamente al principio di realtà e rifuggono da prese di posizione indignate per quanto giuste podsano sembrare..

      Report

      Rispondi

    • Skybolt

      05 Febbraio 2019 - 12:12

      Ambienti che contano? Altissime istituzioni (suvvia Moavero non è così alto)? Si appunti questo nme: ENI. E' facile, tre lettere, si ricorda sempre. Quando pensa alla posizione italiana sul Venezuela, la intoni come un mantra. Vedrà che capirà, al netto della montagna di proclami che vedo un po' in tutti i commenti. E' la stessa situazione dell'IRAN, solo che qui Francia, UK, Germania etc non hanno interessi altrettanto forti. Noi (ooops, l'ENI) sì. Un po' come in Libia, in Nigeria, etc.

      Report

      Rispondi

      • chilliundpasta

        05 Febbraio 2019 - 19:07

        Apprezzo ma dissento. Isolati politicamente non si combina nulla. Ci si illude e basta. E poi non abbiamo più il "tessuto", l'infrastruttura che serve per sostenere queste cose. Sono sicuro che mi sono spiegato.

        Report

        Rispondi

Mostra più commenti

Servizi