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Se piace il caudillo

Riecco il leader, politico e militare insieme, in stile latinoamericano. Ha funzionato a sinistra con Chávez, va forte a destra con Bolsonaro

5 Novembre 2018 alle 09:28

Se piace il caudillo

Il 28 ottobre Jair Bolsonaro ha vinto il secondo turno delle presidenziali in Brasile con il 55 per cento delle preferenze (foto LaPresse)

Un ufficiale dei paracadutisti – o che si presenta come tale – è cacciato dall’esercito per manifesto golpismo. Si dà alla politica. Si candida alla presidenza – nel mezzo di una grave crisi economica e di una buriana di scandali che ha portato a un impeachment e alla detenzione di un ex presidente, già mito storico della sinistra latinoamericana. A sorpresa, l’ex militare cresce nei sondaggi, cavalcando l’antipolitica a colpi di insulti e minacce. Quando però vede che può effettivamente...

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Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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