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La difesa di Kavanaugh, uno show di puro trumpismo

Il giudice attacca i democratici accusandoli di “cercare vendetta”. Oggi il voto della Commissione Giustizia. Intanto Trump ha già vinto la campagna rabbiosa per confermare il suo uomo alla Corte Suprema 

28 Settembre 2018 alle 07:53

La difesa di Kavanaugh, uno show di puro trumpismo

Brett Kavanaugh (foto LaPresse)

New York. Se ieri mattina la deposizione giurata di Christine Blasey Ford davanti ai senatori della Commissione Giustizia era stata molto precisa e pacata, nel pomeriggio – quando ormai in Italia faceva notte –  la deposizione di Brett Kavanaugh è stato uno show di puro trumpismo. Il giudice nominato dal presidente Trump alla Corte Suprema e in attesa del voto di conferma ha spiegato di essere la vittima di un complotto dei democratici per distruggerlo “su ordine dei Clinton in cerca di vendetta”, ha gridato rosso in viso, ha pianto, ha mentito, ha risposto a muso duro ai senatori – “voi non bevete birra?” – e ha gettato via ogni pretesa di gravitas da sommo magistrato.

 

Da dieci giorni Kavanaugh vede la sua nomina alla Corte Suprema bloccata da accuse di violenze sessuali – e la donna sentita al mattino è considerata finora la più credibile delle sue tre accusatrici perché si è fatta avanti molto prima che il giudice diventasse un caso mediatico. La giornata di ieri è stata decisiva e alla Casa Bianca, come scrive il Washington Post, si è svolta come un dramma in due atti. Al mattino il presidente era rimasto molto impressionato dalla deposizione solida della Blasey Ford, lo staff si è depresso e secondo i cronisti americani in contatto con fonti interne all’Amministrazione “non si vedeva una via d’uscita”. Al pomeriggio invece si è creato un clima di attesa, per capire se Kavanaugh che finora aveva puntato molto sull’immagine poco autentica di bravo ragazzo e di persona irreprensibile sarebbe stato capace di alzare il livello dello scontro come piace a Trump. E’ un classico del presidente americano per uscire dai cul de sac in cui finisce spesso: negare le accuse e raddoppiare il carico di ostilità contro gli accusatori.

 

 

E così ieri durante la deposizione trasmessa in diretta e molto seguita alcuni osservavano che Kavanaugh stava sbagliando l’impostazione della sua testimonianza, troppa rabbia e troppa agitazione dove invece poche ore prima la sua presunta vittima e accusatrice era stata molto calma e convincente. Altri invece hanno compreso che il giudice si stava comportando in quel modo per persuadere un solo spettatore: Trump, che non solo era ancora deluso dall’intervista data dal giudice martedì scorso a Fox News ma che cominciava a considerarlo “un debole” (l’accusa peggiore nel giro del presidente).

 

  

La performance pomeridiana non lo ha deluso: le accuse di complotto, la politicizzazione (“è tutto un piano dei democratici”), le parole strozzate del suo candidato alla Corte Suprema. In serata il presidente ha scritto su Twitter: “Il giudice Kavanaugh ha mostrato all'America esattamente perché l'ho nominato. La sua testimonianza è stata potente, onesta e avvincente. La strategia cerca e distruggi dei democratici è oltraggiosa e questo processo è stato una totale vergogna e un tentativo di ritardare, di ostacolare e di resistere. Il Senato deve votare!”. Oggi alle tre e mezza del pomeriggio ora italiana comincia la votazione della Commissione Giustizia del Senato per confermare il giudice alla Corte Suprema. Se passa, domani ci sarà il voto definitivo al Senato. La questione, che è molto importante perché decide l'orientamento della Corte suprema per i prossimi decenni, non è ancora chiusa tuttavia perché i repubblicani al Senato hanno 51 voti contro i 49 dei democratici e ci sono quattro senatori repubblicani molto indecisi.

Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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  • adebenedetti

    29 Settembre 2018 - 00:11

    Sarebbe interessante se fossee stato riportato l`intervento del Senatore Lindsey Graham che e` sempre stato pronto al compromesso e negli anni di Obama ha votato sia per la signora Kegan che per la signora Sotomayor che sono l`espressione della sinstra radicale. Ma questa volta e sbottato. Ecco la parte finale del suo acceso intervento:"Mi avete fatto assistere alla piu` importante vergogna da quando sono in politica. Ragazzi, tutto quello che cercate e` il potere.Io mi auguro che non ne abbiate mai piu`,e spero che il popolo americano abbia visto quello che c`era dietro a questa vergogna.Chiunque di voi votera` no alla conferma del giudice Breet Kavanaugh sara` responsabile della scelta politica piu` infame di questo periodo storico. Se avessi i caratteri disponibili citerei anche l`altra parte del suo intervento quando rivelava che durante l`incontro tra la Feinstein e il giudice , il team della senatrice contattava l`avvocato Debra Katz mentre la lettera restava segreta.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      29 Settembre 2018 - 20:36

      GRAZIE per questo commento, ci voleva! Nel mio piccolo sono assolutamente certa che gli USA, anche grazie a una Presidenza (Trump) storicamente "mandata dal cielo" se la caverà. L'Europa invece, a partire dall'Italia dei NeoSfascisti, per arrivare ai Palestianisti di Corbyn, è probabilmente fritta per almeno 50 anni. Fa paura e tristezza ma... a meno di non veder sorgere all'improvviso un Nuovo Partito Europeo Liberale e Occidentale che vinca le Europee con 3 punti di Programma 1. Ambasciata Europea a Gerusalemme, 2. Esercito Europeo nella Nato , 3. Flat Tax per investimenti extracomunutari in UE. Secondo me lo voterebbero molti giovani.

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      • Carlo A. Rossi

        30 Settembre 2018 - 19:01

        Posso permettermi un commento, sig.ra Merisi? Lei mi sembra avere, mi perdoni, poche idee, ma confuse. Per quanto io sia d'accordo con Lei su Trump (non sul personaggio in sé, ma su molte prese di posizione di questa amministrazione) e su Corbyn e, in generale, sul M5S, fatico però a ravvedere un discrimine fra Trump, Corbyn e M5S, dal punto di vista delle idee e delle ragioni che hanno portato alla loro vittoria. Che poi Corbyn sia un fastidiosissimo e pericolosissimo antisemita, siamo d'accordo; che in generale il M5S sia un covo di complottisti, anche verissimo. Trovo però, mi permetta, che la valutazione di un politico solo, come fa Lei, sulla questione israelo-palestinese sia un po' limitante. Per quanto anch'io la ritenga importante, purtuttavia risulta un restrittiva. Non crede?

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          03 Ottobre 2018 - 12:47

          Caro Sig.Rossi, grazie per l'opportunità: Woodward dimostra che il Governo UsA e la Casa Bianca sono in buone mani (non solo il paio di Trump! ma del team che si sceglie, e che non ha paura di migliorare). Non giudico l'uomo, ma il suo operato e i risultati che ottiene (non me lo devo sposare, non deve far da modello ai nostri figli, non deve vincere il Nobel di nulla, deve fare il Commander in Chief e il Presidente del la Democrazia Liberale più avanzata al Mondo, sotto attacco militare dal 2001). Il Palestinianismo non è sinonimo di questione Israelo-Palestinese, ma è la forma più virulenta di Antisemitismo mai esistita dai tempi di Hitler. L'America guidata da Obama era come l'Inghilterra di Chamberlain e la Francia di Vichy. Corbyn, la Felpa e i Casaleggesi sono inparagonabili a Trump, il quale agisce non come anti sistema ma PRO-SISTEMA, e comunque ha vinto dentro e non fuori il sistema dei partiti tradizionale, come candidato Repubblicano. Cerco la verità, un po' per volta...

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      • branzanti

        30 Settembre 2018 - 13:07

        Gentilissima non vorrei insistere, ma quella che Lei chiama, giustamente, Italia dei neofascisti è la versione nostrana di Trump (ha presente l'accoglienza alla Casa Bianca di Conte? e che Salvini fu l'unico politico italiano a visitare Trump in campagna elettorale? e che molte idee collimano?). Sul partito liberale europeo sarei assolutamente d'accordo, mi permetto di avere qualche priorità diversa, ma i suoi punti li posso sottoscrivere, dubito però che l'amministrazione americana possa accettare il 2.

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          03 Ottobre 2018 - 17:57

          Caro Branzanti, la Casa Bianca, chiunque sia seduto nell'ufficio Ovale, ricevera sempre "in pompa" il mezzo marinaio della piu grande portaerei della Nato, sia un Conte, un barone, un Felpa o un Mayo. Sul 2: sono francesi e tedeschi a fare "resistenza", limitando il potenziale della NATO per la pace del mondo. Opinione che pochi condividono, sono abituata. PS che le "idee" di Salvini e M5S "collimino" con quelle di Trump mi suona quasi come una barzelletta. I media, tranne rare eccezioni, continuano ad esercitare malamente la propria missione con grande irresponsabile superficialità, mancando di educare l'opinione pubblica che viene invece riempita a esplodere di commenti pappagallati e sterili che la lasciano ignorante e al tempo stesso illusa di non esserlo affatto.

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        • branzanti

          04 Ottobre 2018 - 13:09

          Cara (mi permetta) Merisi purtroppo le idee basate su nazionalismo e chiusura verso l'esterno (non parlo di immigrazione che è tema sul quale la sinistra in Italia ha sbagliato l'inverosimile) collimano oltre la barzelletta. E credo non sia colpa dei media se molti di noi (socraticamente non ho difficoltà ad ammettere ignoranza) si sono formati idee negative su Trump o sul sistema americano;spesso si limitano a raccontare l'essenza delle cose. Io scrivo commenti che alcuni anni fa non avrei neppure immaginato, ma continuando a leggere, ascoltare e viaggiare (questo più ma per problemi di salute non per Trump) ho maturato valutazioni diverse sull'America, paese che ringrazierò sempre per avere sconfitto i due mostri e di cui continuo ad apprezzare molto dei suoi straordinari aspetti scientifici e culturali (e della sua natura se non verrà distrutta) e, ahimè, molto poco del suo sistema politico e di buona parte della sua antropologia. Grazie per il piacere della conversazione.

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  • luigi.desa

    28 Settembre 2018 - 19:54

    La squallida storia delle molestie che imperversa in America e fortuna molto meno in Europa è la moderna perenne guerra al maschio Per me una vera goduria. del femminismo che è passato dalle armi tradizionali alle mass destruction weapons . Per me un divertimento assoluto. Quando vedo o leggo su le traversie di Asia Argento o la signora che in America ha testimoniato davanti al senato ,con un pizzico ( o totale ) cinismo mi sganasso dalle risate.

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  • 75mxa

    28 Settembre 2018 - 15:44

    Per chiunque ami gli Stati Uniti - con tutti i loro enormi difetti - e per me che ci ho vissuto quasi 20 anni e che tutt’ora passo due-tre ore al giorno a seguirne le vicende politiche, quella di ieri è stata una giornata di grande tristezza. Nessuno, dico nessuno, ha motivo per battersi il petto e urlare VITTORIA!, perché hanno perso tutti. Un senato bloccato in una guerra per bande dove alla protervia della maggioranza (impedire di votare il candidato di Obama alla Corte Suprema tenendo il seggio in naftalina per più di un anno) si contrappone la carognata della minoranza (la Feinstein che sta seduta sei settimane sulla lettera della Ford). Non tanto tempo fa i senatori litigavano su una legge ma poi andavano alle feste di compleanno dei rispettivi figli e trovavano un buon compromesso. Adesso siamo ad una dinamica a noi italiani ben nota: i Guelfi da una parte, i Ghibellini dall’altra. E a buttare benzina sul fuoco un Presidente con evidenti problemi caratteriali.

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    • branzanti

      28 Settembre 2018 - 19:49

      Gentilissimo Lei coglie perfettamente il vero problema che affrontano oggi gli Usa : la polarizzazione feroce del sistema politico, sospeso su una linea di faglia fatta di odio e di incapacità di dialogare. Una situazione che esonda gli eletti e si trasmette ad un elettorato caratterizzato da una partigianeria assoluta. Una divisione che assume anche carattere "etnico", con i democratici ormai interessati quasi solo alle minoranze (che tanto minoranze non sono più) ed i repubblicani punto di riferimento dei bianchi, molti dei quali spaventati all'idea di un cambiamento quasi sudafricano. Per me, passato da decenni di filoamericanismo ad una posizione critica, questa situazione rappresenta una conferma della mia posizione. E certo le caratteristiche di Trump ed i suoi evidenti problemi (anche di totale insicurezza) non aiutano.

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  • 75mxa

    28 Settembre 2018 - 14:55

    Se vogliamo avere una discussione seria e costruttiva su quello che sta succedendo nel Senate Judiciary Committee mi sta bene, ma leggere dei commenti che avrebbe potuto scrivere un membro dello staff di uno degli 11 senatori repubblicani che compongono il committee, no grazie: se devo leggere dei manifesti ideologici dell’alt-right ho già Fox News e il Weekly Standard. E Breitbart, se proprio trovo i due troppo addormentati.

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    • Skybolt

      28 Settembre 2018 - 17:40

      Permetta che un po' di riequilibrio è necessario.....

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    • Carlo A. Rossi

      28 Settembre 2018 - 15:42

      Personalmente mi guardo bene dal prendere posizione su una vicenda oggettivamente squallida e su cui alcuni punti rimangono quantomeno nebulosi. Però il Suo commento mi sembra un po' sciocco, mi perdoni: se invece qui sotto ci fossero stati commenti simili a quelli che potrebbero essere stati fatti da avversari di Kavanaugh, allora sarebbero andati bene? Se invoca una discussione seria e costruttiva, anche siffatti commenti non portano nulla, mi pare. Sui criteri di nomina etc.: tutto giusto, ma ancora una volta, il problema non sembra essere tanto il principio, quanto la persona. Guarda un po' che caso, quando ad essere nominati erano giudici di provata fede "liberal" (che bello dire "pro choice" invece di "a favore dell'aborto", si evita di parlare di un omicidio e invece di parla di libertà, che è spesso più licenza, ma tant'è), mica si contestava il modo in cui essi venivano scelti. La serietà e l'obbiettività, qui, io non le vedo nemmeno con il microscopio.

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      • 75mxa

        28 Settembre 2018 - 20:37

        Io suoi commenti sono un’ottimo esempio di quanto dico sopra. Il fatto che abbia criticato i commenti di kipponappo mi pone automaticamente “dall’altra parte”. Mi spiace ma non sono né guelfo né ghibellino. Detesto sia Trump che la Clinton, anche se per motivi ovviamente molto diversi. Rispettavo John McCain, più l’uomo del politico, ma non esiterei a votare per Elizabeth Warren. Kavanaugh è “bad news” non solo per alcune sue posizioni molto espansive sui limiti della Presidenza (che a Trump fanno molto comodo), ma perché si è posto come un giudice “di partito” dopo la violenta invettiva fatta ieri contro i democratici. E infatti, dovesse non passare e tornare alla D.C. Court of Appeals, potrebbe diventare per lui difficile giudicare certi casi, in quanto i legali della parte avversa avrebbero gioco facile nel chiedere a Kavanaugh di “recuse himself”. E stia tranquillo, se un giudice democratico avesse detto quelle cose sui repubblicani, l’avrei condannato con la stessa severità.

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        • Carlo A. Rossi

          28 Settembre 2018 - 22:11

          Non credo proprio di rappresentare un ottimo di esempio di faziosità, mi perdoni. Infatti non difendo Kavanaugh a priori, me ne guardo bene. Ma è una constatazione che le nomine di persone politicamente avverse suscitino sempre polemiche, mentre quelle della parte "giusta" invece siano sempre gradite. Sia sincero: il personaggio di Kavanaugh, come descritto dalle sue accusatrici, incarna stereotipicamente quello che ai "liberal" piace vedere nella parte avversa, ovvero omofobi, misogini, sfruttatori, quanto di peggio ci sia, insomma. Che ci sia una narrativa dietro a questa rappresentazione, penso che nessuno possa negarlo. Poi, per carità, Lei è liberissimo di pensare che qui ci sia un covo di pericolosi sostenitori dell'alt-right, anche se non mi pare.

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