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In Svezia il multiculturalismo si è trasformato in una war zone. L'utopia in crisi

Omicidi, violenze sessuali, sparatorie, bombe a mano, aree dove neppure le ambulanze entrano. Un modello di integrazione sotto assedio

5 Settembre 2018 alle 10:13

In Svezia il multiculturalismo si è trasformato in una war zone. L'utopia in crisi

Foto LaPresse

Roma. Il 30 agosto la Svezia ha ospitato il primo festival musicale al mondo “per sole donne”. L’ingresso a Göteborg era proibito agli uomini. Una “safe zone” riservata a donne, trans e persone “non binarie”. L’idea era venuta un anno fa alla comica Emma Knyckare, dopo che il festival di Bravalla era terminato con numerose denunce di violenze sessuali. E molti di quei casi avevano coinvolto dei rifugiati. Adesso la Svezia si prepara alle “più importanti elezioni della storia”, come...

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  • adebenedetti

    05 Settembre 2018 - 20:08

    Cio` che scrive il signor Meotti si avvicina molto a quello che riporta Cesare Sacchetti. Nel 2017 sono state 217.220 le sparatorie.110 gli omicidi e gli stupri 7726.Gli stupri sono aumentati del 10% rispetto all`anno prima. C`e` chi definisce Malmo la Chicago della Svezia dove bande di immigrati adolescenti nel quartiere di Rosmgard scorazzano come in Afganistan con i Kalashnikov. Non meglio se la passa il quartire di Rinkeby a Stoccolma. Da 2000 al gennaio del 2018 gli immigrati sono aumentati del 67% Oggi su 10 milioni di abitanti due milioni e mezzo sono di origine straniera. Come a Parigi sia a Malmo che a Stoccolma e in altre zone del paese vi sono zone dove la polizia non riesce piu` ad entrare. Ma questo non si puo` dire.

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  • carlo.trinchi

    05 Settembre 2018 - 14:02

    Si commenta da solo.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    05 Settembre 2018 - 13:01

    Il multiculturalismo, ritenuto la più importante, anzi la sola base, virtuosa e necessaria per un processo d’integrazione, ha in sé il baco della pretesa di minimizzare o sottacere le innumerevoli variabili, pratiche, sociali, di tradizioni, di costumi e di religioni. È figlio del disegno politico/sociale dell’Internazionalismo proletario. La fissa culturale che è il fondamento concettuale del socialismo e della sua variante comunista, che ha tentato d’imbrogliare le carte in tavola. Per raggiungere lo stesso fine. La storia ha bocciato l’internazionalismo proletario, ora si appresta a rottamarr quello multiculturale. Non esistono passioni, entusiasmi, visioni, aneliti che possano annullare i terreni problemi umani della vaca vita boia quotidiana. Ad aeterno, sicut ab aeterno bellum.

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