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Perché la Svezia non è l'America

Immigrazione ma non solo. Cosa si scopre con un reportage

24 Dicembre 2017 alle 06:02

Perché la Svezia non è l'America

"Quando si atterra a Stoccolma, si atterra all’aeroporto di Arlanda. Questo fatto mi ha incuriosito: si può davvero volare da Orlando ad Arlanda? Ebbene sì. Io, comunque, sono arrivato da New York". Inizia così, sulla National Review, un reportage politico di Jay Nordlinger sulla Svezia.

 

“In tutte le città del mondo, gli autisti di Uber sono immigrati. Stoccolma non fa eccezione. Ovviamente, ci sono problemi con Uber anche qui. L’azienda, però, ha anche portato molti benefici, sia ai suoi dipendenti che ai suoi clienti. (…) Quando siamo giovani, in America, ci insegnano che la nostra è una nazione di immigrati. Il che è certamente vero. Questo, tuttavia, potrebbe portarci a credere di essere unici. Invecchiando, ho fatto una scoperta: un paese che non è fatto di immigrati è raro! Questo l’ho pensato parlando con gente di Stoccolma. Ho conosciuto uno svedese distinto i cui genitori erano rifugiati polacchi. Un altro svedese distinto aveva i genitori che erano rifugiati lettoni. La Svezia ha avuto molti rifugiati e immigrati, negli ultimi anni. (…) Qui in Svezia, ragiono, saranno grati? La gente che arriva dal medio oriente e dal Nordafrica e dall’Asia del sud, dico, sarà grata? Si rende conto di quanto è fortunata, a vivere in questo paese libero e generoso? Oppure è risentita? Si sente in imbarazzo per il contrasto tra la Svezia e il paese che ha lasciato? O sente che questo gli è dovuto? Si sente superiore? E’ disposta ad adattarsi alla società? Queste sono domande immense, e terribili, e pian piano capisco che finalmente possono essere poste in maniera aperta, dopo una stagione di paura e di dominio del politicamente corretto. Gli Svedesi democratici, qui, sono un partito interessante. Affondano le proprie radici nel nazismo. Sono nazionalisti e populisti. Sono contrari all’Ue e alla Nato. Generalmente, sono considerati di destra. Ma forse sono di sinistra? Tutto questo importa? C’è un punto, in cui destra e sinistra si fondono. Mi viene in mente una cosa che mi ha detto Radek Sikorski un po’ di tempo fa: è un peccato che la definizione ‘nazional-socialista’ sia stata appropriata dai nazisti, e dunque associata alle svastiche, alla guerra mondiale, al genocidio. E’ un peccato perché ‘nazional-socialista’ descrive molto bene alcune persone e alcuni partiti presenti sulla scena politica odierna, inclusa Madame Le Pen. E’ la descrizione giusta, eppure è inutilizzabile a causa del Terzo Reich.

 

In Svezia, molte persone sostengono gli Svedesi democratici. Sono fascisti? Beh, alcuni lo sono di sicuro, ma altri sono sostanzialmente dei liberali spaventati e frustrati. (…) Stoccolma è incredibilmente bella, persino artistica, mi viene da dire. Il pomeriggio è gelido, scuro e piovoso, ma una coppia di sposi decide di farsi fotografare all’aperto comunque. Qui in Svezia non serve essere lontano dal centro di tutto per immergersi nella natura”.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    24 Dicembre 2017 - 20:08

    Welfare efficace si, armi e violenza diffuse no, buone università frequentabili senza indebitarsi a vita si, razzismo xenofobia ostilità per il diverso no, convivenza civile si, rispetto per l'ambiente si. Decisamente la Svezia (e l'Europa) non è l'America, per loro (e nostra) fortuna.

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    • mauro

      01 Gennaio 2018 - 09:09

      Decisamente per noi è una fortuna. Anche perchè in molti, come Lei, ci sentiamo svedesi nell'animo. Anche se svedesi meridionali, con la Napoli delle allegre pallottole al posto di Stoccolma.

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