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Obama accoglie Renzi alla Casa Bianca: "Il referendum è un bene per la politica e per l'economia italiana"

Tra le cordialità e la stretta di mano nello studio ovale, il premier incassa anche un endorsment del presidente americano: "Spero che resti a prescindere dal risultato" del referendum. Questa sera lo State Dinner, l'evento simbolico più importante per la diplomazia americana.

18 Ottobre 2016 alle 16:34

Obama accoglie Renzi alla Casa Bianca: "Il referendum è un bene per la politica e per l'economia italiana"

Washington, il presidente Obama riceve il premier italiano Matteo Renzi (foto laPresse)

Nell'incontro tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente americano Barack Obama alla Casa Bianca, anche un endorsment al referendum e alla politica italiana sulla gestione della crisi migranti. Il referendum del 4 dicembre, ha detto Obama, nella conferenza stampa successiva all'incontro con il premier, credo "possa aiutare ad accelerare il percorso dell'Italia verso un'economia più vibrante ed un sistema politico più efficace". "Penso che Matteo incarni una nuova generazione di leader non solo per l'italia ma anche per l'Europa" ha aggiunto, sottolineando come sia interesse degli Stati Uniti "avere un'Europa di successo". E, in risposta ad una domanda dei giornalisti in sala, ha dichiarato: "Spero nel successo di Matteo e che possa andare avanti". Barack Obama, pur non volendo interferire sul risultato del referendum italiano del 4 dicembre, ha lanciato un messaggio chiaro: "Matteo Renzi resti a prescindere dal risultato". E sull'immigrazione, il presidente statunitense ha dichiarato che "l'Italia è la responsabile principale per avare salvato migliaia di vite nel Mediterraneo. Ha mostrato una leadership in Europa".

 

L'incontro tra i due capi di Stato e di governo era iniziato nel pomeriggio, con la calorosa accoglienza che il presidente americano, assieme alla First Lady Michelle, ha riservato a Renzi e alla moglie Agnese Landini nel South Lawn della Casa Bianca, in quella che sarà l'ultima visita di stato del mandato di Obama. Dopo i saluti di rito, le due coppie hanno salutato uno a uno i membri della delegazione. Attorno a loro, gli ospiti sventolavano e mescolavano centinaia di bandierine a stelle e strisce e col tricolore. "Siamo qui perché i padri fondatori americani hanno avuto ispirazione direttamente dall'Italia", ha dichiarato Obama, che ha confessato di sentirsi “italiano onorario”. Tra le cordialità e la stretta di mano nello studio ovale, anche un appoggio alle riforme: Matteo Renzi "guarda alle speranze della gente non alle paure, l'Italia sta cambiando lo status quo con le riforme".

 



 

"Il legame tra Italia e Stati Uniti – ha risposto Renzi – non è mai stato così forte e profondo. Cooperiamo a livello globale contro il terrorismo e per creare opportunità economiche”. E ha proseguito: “Cinquecento anni fa un giovane italiano di nome Amerigo Vespucci ha dato il nome a questo continente, l'America. Adesso insieme dobbiamo dare un nome al futuro. Il nome del futuro deve essere libertà, educazione, crescita", ha aggiunto Renzi, sottolineando che la storia sarà grata a Obama per quello che ha fatto. L’incontro, iniziato intorno alle nove ora locale (le 15 in Italia), è durato poco più di un’ora.

 



 

La visita prosegue al Dipartimento di stato, per un pranzo al quale parteciperanno il vice presidente Joe Biden e il segretario di stato John Kerry. Ma l'appuntamento principale sarà la cena di stato alla Casa Bianca, con lo chef stellato italoamericano Mario Batali. Lo State Dinner è l'evento simbolico più importante per la diplomazia americana, l'occasione più formale, con gli uomini in smoking e le mogli in lunghi abiti sontuosi, occasione imperdibile per tessere relazioni e cementare rapporti. Fino all'anno scorso Barack Obama ne aveva organizzati solo nove. Quello di stasera con il presidente del Consiglio Renzi è il tredicesimo, l'ultimo del doppio mandato del Presidente americano. Ieri sera la cena privata nella residenza dell'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Armando Varricchio. Domani, invece, l'intervento di Renzi alla John Hopkins University e la visita al cimitero monumentale di Arlington.

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