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"Sono l'ultima cosa tra voi e l'Apocalisse", dice Hillary Clinton

L'ex vice di Bill Clinton, Al Gore, sostiene la candidata democratica in Florida e ricorda il disastro del voto del 2000: "Ogni voto conta", dice per compattare l'elettorato.

12 Ottobre 2016 alle 08:02

"Sono l'ultima cosa tra voi e l'Apocalisse", dice Hillary Clinton

Hillary Clinton (foto LaPresse)

A meno di quattro settimane dal voto per le presidenziali americane, il Partito repubblicano è spaccato. Una crisi senza precedenti che rischia di far restare a bocca asciutta il Grand Old Party: mentre la destra più religiosa mantiene il suo sostegno a Trump, il rischio è che il Gop, oltre a perdere la Casa Bianca, perda anche la maggioranza tanto di Camera che Senato. Sul fronte dei democratici, Hillary Clinton, che avanza in tutti i sondaggi, in una lunga intervista a Mark Leibovich sul New York Times avverte gli elettori: "Sono l'ultima cosa tra voi e l'Apocalisse".

 

Hillary ha fatto campagna insieme ad al Gore, ex vice del marito Bill. Sedici anni fa, Al Gore perse le elezioni presidenziali proprio in Florida per 537 voti, e il fattore determinante la sua sconfitta fu il fatto che Ralph Nader, il candidato dei Verdi, aveva drenato oltre 97.421 preferenze. "Ogni voto conta", ha detto Al Gore  accanto alla candidata democratica alla presidenza, un'allerta agli elettori che pensano di votare la candidata dei Verdi, Jill Stein, o il Libertario, Gary Johnson, entrambi che pescano voti nel bacino della Clinton.

 

L'ex vicepresidente Al Gore ha tentato di convincere l'elettorato che ogni voto è cruciale nella corsa alla Casa Bianca. "Il vostro voto conta davvero, davvero, E molto", ha detto Gore con affianco Hillary. "Quelli di voi che hanno meno di 20 anni potrebbero non ricordare le elezioni del 2000 e quel che accadde in Florida e in tutto il paese", ha messo in guardia Gore. "Ogni voto conta".

 

Nel frattempo, Donald Trump si scaglia a muso duro contro i repubblicani che gli hanno voltato le spalle: in un tweet, il candidato repubblicano ha sparato a zero contro "i repubblicani sleali": "sono molto più difficili della disonesta Hillary. Ti attaccano da tutte le parti. Non sanno come si vince - glielo insegnerò io!".

 

E' intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che, per bocca del portavoce Josh Earnest, ha definito "ripugnanti" le dichiarazioni di Trump sulle donne.  Obama ritiene che queste dichiarazioni possano essere equiparate a una "aggressione sessuale".

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