I repubblicani americani divisi sulla candidatura di Trump, che attacca: "I democratici sono più leali"

Clinton sale nei sondaggi ma arrivano nuove rivelazioni di Wikileaks su altre mail. Nel Gop Paul Ryan dice che non difenderà più il tycoon dalle accuse di sessismo, ma sosterrà la sua candidatura. E The Donald su Twitter lancia attacchi al partito: "Non sapete come si vince"
I repubblicani americani divisi sulla candidatura di Trump, che attacca: "I democratici sono più leali"

Paul Ryan e Donald Trump (foto LaPresse)

A 28 giorni dalle elezioni americane, la candidata democratica Hillary Clinton sale nei sondaggi, mentre Donald Trump attacca con durezza il partito repubblicano con una serie di tweet che criticano i compagni di partito che, via via, si stanno defilando dopo le accuse di sessismo rivolte al tycoon. I membri del Gop, scrive Trump su Twitter, sono "sleali" e "non sanno come si vince. Glielo insegnerò io". E ancora: con la sola eccezione di "quell'imbroglione di Bernie (Sanders, ndr)", "i democratici hanno sempre provato molta più lealtà tra di loro rispetto ai repubblicani".

 

 

 

 

 

Secondo l'ultima rilevazione di Nbc News/Wall Street Journal, realizzata dopo le polemiche sollevate dalle dichiarazioni sessiste del rivale repubblicano Donald Trump, ma prima del secondo faccia a faccia televisivo, il vantaggio dell'ex segretario di Stato è salito di 14 punti percentuali, 7 in più rispetto al mese scorso, portando Clinton al 52 per cento dei consensi contro il 38 per cento del tycoon. In media, tutti i sondaggi attribuiscono a Hillary un distacco di cinque punti sull’avversario.

 

Lo speaker repubblicano della Camera, Paul Ryan, preferisce non ritirare il suo appoggio formale al magnate del real estate per il timore di perdere la maggioranza alla Camera e concedere la vittoria all’avversaria democratica. Pur non ritirando ufficialmente il suo endorsement alla candidatura di Trump, Ryan dichiara che smetterà di difenderlo dalle accuse di sessismo. Dopo la riunione a porte chiuse, avvenuta in mattinata tra i deputati del Gop, l’ufficio dello speaker ha confermato: "Non si tratta né di un ritiro dell'endorsement a Trump né dell'ammissione che Clinton vincerà". La brusca reazione di Trump arriva con un tweet: "Paul Ryan dovrebbe dedicare più tempo a equilibrare il bilancio, all'occupazione e all'immigrazione illegale, non sprecarlo combattendo il candidato repubblicano". "Ormai è ognuno per sé, Dio per tutti", ha dichiarato l'ex senatore repubblicano Judd Gregg. "La nostra candidatura per la presidenza è distruttiva per i Repubblicani".

 

 

 

 

A fronte di chi lo abbandona, The Donald trova invece in Julian Assange un inaspettato alleato, dopo che il suo sito Wikileaks è tornato all'attacco di Clinton con nuove email imbarazzanti pubblicate venerdì scorso. "Io amo Wikileaks", esulta Trump. "In un discorso a porte chiuse 'Hillary l'imbrogliona' ha detto che  'il terrorismo non è una grande minaccia per la nostra nazione'", ha sottolineato il repubblicano, leggendo brani dei documenti trafugati. "E' straordinario come niente sia segreto oggi  quando parli su internet", spiega Trump mentre i suoi fan scandiscono lo slogan "lock her up", mettetela in prigione, come lo stesso candidato, nel secondo dibattito in tv, ha promesso che farà se eletto presidente.

 

Mentre il “cristiano conservatore” Mike Pence, candidato vice di Trump, si dice offeso dalle dichiarazioni del miliardario sulle donne ma considera "assolutamente falso suggerire che a un certo punto mi dimetterò dal ticket" presidenziale repubblicano. Anche il senatore del Texas Ted Cruz, il più acerrimo rivale di Trump alle primarie del Gop, decide di spalleggiarlo: "Sostengo il candidato repubblicano perché ritengo che Hillary Clinton sia un assoluto disastro". Donald Trump è deciso a non mollare fino al giorno dell'elezione, il prossimo 8 novembre. Anche la prospettata pubblicazione di nuove registrazioni compromettenti non lo spaventa. "Se usciranno altri filmati con espressioni inappropriate, noi continueremo a parlare delle cose inappropriate che fanno Bill e Hillary Clinton", ha avvertito durante un evento elettorale, lunedì sera in Pennsylvania. "L'8 novembre sarà come Brexit", ha dichiarato Trump.

 

"Non ho alcun problema a pubblicare la mia dichiarazione dei redditi anche mentre è sotto accertamento", ha dichiarato il finanziare miliardario Warren Buffett, annunciando che la sua conglomerata americana, la Berkshire Hathaway, ha versato al fisco federale 1,8 milioni di dollari lo scorso anno. Trump, che si rifiuta di rendere nota la sua dichiarazione dei redditi, durante la sfida in tv con Hillary ha dato del "furbetto" a Buffett sulle tasse. "Non dovrebbe avere problemi neppure il signor Trump - ha incalzato l'oracolo di Omaha - almeno dal punto di vista fiscale".

 

La campagna presidenziale prosegue oggi in Florida, considerato lo stato più "in bilico" di questa elezione. Hillary parlerà a Miami, insieme all'ex vicepresidente Al Gore, mentre Bill Clinton, parteciperà a tre diversi eventi di registrazione per il voto anticipato, spostato a causa dell'uragano Matthew. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sarà invece a Greensboro, nella Carolina del Nord. Il nuovo termine sarà deciso oggi durante un'audizione. Anche Trump parlerà in Florida, questa sera, in un intervento a Panama City.

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