Mauricio Macri è il nuovo presidente dell'Argentina

I buoni propositi di Macri in Argentina

Redazione
Il nuovo presidente contro Iran e Venezuela. Le sfide economiche

Mauricio Macri, il nuovo presidente argentino eletto domenica, deve dimostrare molto più di ogni suo predecessore, perché la sua elezione è un evento storico che non si vedeva da cent’anni. Da tanto in Argentina non era eletto un leader che non facesse parte del gruppo peronista, dei loro storici rivali, i radicali, o che non appartenesse all’esercito. Macri è leader di un partito giovane, pro business e pro mercato, e nonostante gli ottimi propositi (liberalizzazioni, taglio dei sussidi diffusi a pioggia, misure per facilitare gli investimenti) dovrà fare miracoli per raddrizzare la disastrata economia argentina – e non aiuterà il fatto che non abbia la maggioranza in entrambe le Camere del Parlamento e che i peronisti della presidente uscente Cristina Kirchner detengano i principali gangli del potere nel paese. Ma se la semplice elezione di Macri, imprenditore di origini italiane, è un fatto storico, lo è ancora di più il cambiamento eccezionale che il nuovo presidente intende dare alle relazioni internazionali del suo paese.

 

Da anni, soprattutto sotto lady Kirchner, l’Argentina gravitava tra populismo chavista e interessi poco chiari con paesi come Iran e Cina, ma Macri, all’indomani delle elezioni, ha spazzato via anni di diplomazia torbida con poche dichiarazioni: fine del memorandum d’intenti con l’Iran, richiesta di espulsione del Venezuela chavista dai principali organi commerciali del continente, come il Mercosur, revisione di un accordo con la Cina per la costruzione di una centrale nucleare. Soprattutto, Macri è favorevole a un riavvicinamento strategico con gli Stati Uniti, e dunque con l’occidente. Non è ancora al potere, ma il nuovo presidente argentino già propone una rivoluzione.

Di più su questi argomenti: