cerca

Server del potere

Lo scandalo mail segrete promosso da “disturbo” a problema azzoppa-Hillary

Sembrava una questioncina marginale, ma Clinton non riesce a trovare una risposta per i media (e s’innervosisce). “Ripulito con uno straccio?”

20 Agosto 2015 alle 06:27

Lo scandalo mail segrete promosso da “disturbo” a problema azzoppa-Hillary

Hillary Clinton (foto LaPresse)

Roma. Martedì Hillary Clinton ha incontrato i giornalisti a Las Vegas – è un fatto raro – ed è stata messa in imbarazzo dalle domande a proposito della posta elettronica di quando era segretario di stato. L’intera faccenda delle email segue l’ex senatrice da mesi, da ancora prima che si candidasse: la sua posta conteneva informazioni del governo classificate come segrete e però era conservata dentro un suo server privato e quindi non sicuro. Fino a martedì la questione era ai margini del dibattito e ancora nel novero delle faccende che non contano, adesso è un problema serio e ha il potenziale per azzoppare la candidatura di Clinton.

 

Alla domanda diretta: “Ha ripulito il server prima di consegnarlo al dipartimento di Giustizia?”, Hillary ha tentato di cavarsela con una battuta: “Ripulito con uno straccio?”. E poi: “Non conosco per niente come funziona”. Ma la battuta, il tono e la scusa non hanno funzionato (la risposta in ogni caso è sì, c’è stato un tentativo di cancellare i dati) e questo alza ancora di più l’attenzione. Lo staff dietro il podio continuava a dire ai giornalisti che Hillary non aveva più tempo, ma lei ha continuato a rispondere. Il punto è che non ha una risposta inattaccabile. Non era obbligata a usare un server del governo – adesso è obbligatorio – e il contenuto delle email è stato etichettato come segreto soltanto dopo, quindi tecnicamente non c’è divulgazione intenzionale di segreti. Ma per chiunque lavori nell’Amministrazione americana c’è la certezza di attacchi informatici da parte di hacker e servizi segreti stranieri e la possibilità di una fuga di segreti è considerata come una colpa anche legale. L’Fbi la settimana scorsa ha cominciato a investigare sul caso e questo fatto elettrizza i titolisti. “Non c’è niente di cui preoccuparsi”, dice Clinton, “questa cosa si spegnerà da sola”. Ma il mantra non funziona.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi