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Francia e Tunisia: da dove arriva il terrore alle porte dell'Italia

L'attentato a Saint-Quentin-Fallavier, vicino Lione. Subito dopo l'attacco sulla spiaggia a Sousse, nel golfo di Hammamet, e un altro in una moschea sciita in Kuwait

26 Giugno 2015 alle 15:30

Francia e Tunisia: da dove arriva il terrore alle porte dell'Italia

Il luogo dell'attentato in Tunisia, a Sousse

Due uomini armati (forse di più) hanno attaccato due hotel in un resort turistico a Sousse, sulla costa della Tunisia, a sud della capitale Tunisi, e hanno ucciso 27 persone secondo un primo, provvisorio bilancio del ministero dell'Interno tunisino. I due secondo le prime testimonianze sono arrivati dalla spiaggia, hanno aperto il fuoco sui bagnanti e poi si sono fatti strada verso due hotel, il Soviva Resort e l’Imperial Marhaba. Fonti delle forze di sicurezza tunisine hanno detto che uno degli aggressori era armato di kalashnikov ed è stato ucciso durante la sparatoria, mentre almeno un altro è fuggito ed è ricercato. Durante la sparatoria molti ospiti si sono rifugiati nelle stanze. Per ora nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’attacco, ma lo Stato islamico ha rivendicato sulla sua rivista ufficiale in lingua inglese, Dabiq, l'attentato simile contro il museo del Bardo a Tunisi il 18 marzo scorso.
 

In Kuwait, un kamikaze si è fatto saltare in aria all'interno della moschea sciita Imam al Sadek, nel quartiere Saouaber della capitale Kuwait City e ha ucciso almeno 13 persone. La moschea era piena, dato l'afflusso di fedeli riuniti per la preghiera del secondo venerdì del mese sacro di Ramadan. In un comunicato lo Stato islamico ha diffuso anche il nome dell'attentatore suicida, Abou Souleiman al Muwahed, che ha distrutto "un tempio dei deviati" ("rawafidh", un termine usato dal Daesh per identificare gli sciiti).

 

[**Video_box_2**]Poche ore prima dell’attacco in Tunisia, in Francia due uomini sono entrati con una camionetta nella centrale del gas Air Products nella zona industriale di Saint-Quentin-Fallavier, nel dipartimento dell’Isère, vicino a Lione. Entrando hanno colpito con il veicolo due bombole di gas, provocando un’esplosione. I due uomini hanno decapitato uno dei lavoratori dell’impianto di proprietà americana, infilzando la sua testa sul cancello di entrata dell’edificio, e ne hanno feriti altri due. I giornali locali dicono che la testa dell’uomo decapitato era coperta di scritte in arabo, e che due bandiere con scritte in arabo sono state trovate sul luogo dell’attacco. Uno dei due terroristi è stato catturato da un pompiere accorso sul posto, ha detto il ministro dell’interno francese Cazeneuve, che “con molto coraggio e sangue freddo” ha messo l’attentatore nelle condizioni di non nuocere. Il principale sospetto dell’attacco si chiama Yassin Salhi, è nato nel 1980 e nel 2006 la Direzione per la sorveglianza del territorio lo aveva messo sotto osservazione per “radicalizzazione”. L’attenzione delle forze dell’ordine non era però stata rinnovata nel 2008. Oltre a Salhi, la polizia sta cercando un altro sospetto. “Il terrorismo islamista ha colpito di nuovo la Francia”, ha detto il premier Manuel Valls. Poco prima, parlando da Bruxelles, il presidente Hollande aveva confermato la natura terroristica dell’attacco.

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