Foto di Andy Rain, via Epa, via Ansa 

Editoriali

Il governo conferma il taglio delle accise, quello nuovo dovrà contenere i prezzi alti

Redazione

Esteso lo sconto di 30 centesimi su diesel, benzina, gpl e metano, ma le casse dello stato piangono. E l’inflazione corre, contagiando anche altri settori oltre a quello dell'energia

Il segnale che lo spazio fiscale disponibile per nuovi interventi di sostegno economico si stia facendo sempre più stretto è arrivato oggi, quando il governo ha esteso ancora una volta il taglio delle accise sui carburanti introdotto a marzo. La misura costa circa un miliardo al mese e offre agli automobilisti uno sconto di 30 centesimi sul prezzo alla pompa di diesel, benzina, gpl e metano grazie alla riduzione delle accise (pari a 25 centesimi) e dell’Iva sulle accise (5 centesimi).

 

Questa volta, a differenza delle precedenti, la proroga è di soli quindici giorni, fino al 5 ottobre. Al momento il livello dei prezzi alla pompa compreso lo sconto è simile a quello che si registrava quando è stata introdotta la misura, poco sopra 1,70 euro al litro, nonostante le quotazioni del brent siano tornate a scendere oggi sotto i 100 dollari.

 

Ma al di là delle oscillazioni, questa fase di alti prezzi dell’energia non è transitoria e il problema si riproporrà anche allo scadere della misura. Solo che sarà una patata bollente in mano al prossimo governo. E non sarà l’unica. L’inflazione all’8 per cento che si è registrata ad agosto, come dicono i dati Istat di oggi, racconta di un aumento generalizzato dei prezzi che ormai supera il confine dell’energia e contagia anche gli altri settori.

 

L’inflazione di fondo, l’indice che esclude dal calcolo i beni energetici e alimentari, è cresciuta per il secondo mese di fila passando dal 4,1 al 4,4 per cento. Il risultato si vede nel carrello della spesa, che include oltre ai beni alimentari anche quelli per la pulizia della casa, per l’igiene personale e i prodotti di bellezza. Il dato in questo caso è passato dal 9,1 al 9,7 per cento, toccando un livello che non si osservava dal 1984. Sullo sfondo resta il caro bollette.

 

Difficile muoversi ancora con interventi generalizzati o peggio ancora bonus. Per il prossimo esecutivo fissare le priorità dovrà essere il primo punto in agenda. Anche a costo di scontentare qualcuno, come gli automobilisti.

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