Dieci idee per ricostruire l'Italia. Un appello di professionisti, imprenditori e accademici

Un piano operativo per uscire dall’emergenza, riaprire in sicurezza e ricostruire un paese migliore

La pandemia ha investito l'Italia in un momento in cui la sua economia è la meno produttiva d'Europa, il debito pubblico il più elevato, la burocrazia la più pervasiva. Con l’aggravante della bassa natalità, che può accentuarsi a causa della povertà crescente e dell’incertezza sul futuro. Nei prossimi mesi il paese dovrà convivere con il virus, in attesa del vaccino. Lo si potrà fare aumentando test e tamponi, geolocalizzando i positivi e i casi a rischio, proteggendo chi lavora, rispettando in modo rigoroso il distanziamento sociale. Intanto occorre prepararsi alla ricostruzione.

  

Bisognerà convivere con il virus facendo ripartire l’economia. Più di quaranta tra professionisti, imprenditori e accademici - tra i quali, solo per citarne alcuni, Raffaele Calabrò, Vito Gamberale, Stefano Parisi, Florindo Rubbettino, Maurizio Sacconi e Giovanni Tria - hanno predisposto un piano operativo per uscire in sicurezza dall’emergenza, riaprire e ricostruire il paese: "RICOSTRUIRE" è proprio il nome scelto per il network di idee aperto al contributo di chi vuol mettere le sue competenze al servizio dell'Italia, in modo indipendente dagli schieramenti politici. Il documento è stato inviato questa mattina al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e a Vittorio Colao, a capo della task force appena insediata a Palazzo Chigi, che dovrà trovare il punto di equilibrio tra gli appelli alla cautela del mondo scientifico, preoccupato dal rischio del riacuirsi del contagio, e il pressing di imprese e commercianti che chiedono di ripartire quanto prima, per evitare il collasso dell'economia.

  

Qui il testo integrale dell'appello

Qui un riepilogo operativo

 

"Il nostro non è falso ottimismo", scrivono i firmatari della proposta, "sul sito ricostruireitalia.it abbiamo già messo nero su bianco come realizzare queste proposte e altre ne arriveranno. Oggi serve un messaggio chiaro di speranza: le nostre vite si sono fermate ma non sono finite. Il modo in cui supereremo insieme questa crisi segnerà il successo o il nostro fallimento futuro. Dobbiamo agire subito, per tornare protagonisti in Europa e nel mondo. Per l’economia, ricostruire significa proteggere le imprese, non solo garantendo la liquidità che serve, ma anche intervenendo sulle norme di bilancio societario e sulle norme concorsuali. Significa attivare manovre che garantiscano maggior produttività, che portino la pressione fiscale sotto il 40 per cento e tornare ad essere attrattivi per gli investitori privati".

 

Su Change.org è aperta la sottoscrizione del piano

  
 
Il piano operativo prevede dieci provvedimenti ed è diviso in tre fasi: superare l'emergenza, rilanciare l'economia e rinnovare il paese. 

 

Per l’economia, RICOSTRUIRE significa proteggere le imprese, non solo garantendo la liquidità che serve, ma anche intervenendo sulle norme di bilancio societario e sulle norme concorsuali. Significa attivare manovre che garantiscano maggior produttività, che portino la pressione fiscale sotto il 40 per cento e tornare ad essere attrattivi per gli investitori privati.

 
 
Per l’istruzione, RICOSTRUIRE significa organizzare le attività alternative per i ragazzi in modo sistematico e non improvvisato per poi riaprire le scuole. Rilanciare la formazione di ogni ordine e grado.

 
 
Per turismo e cultura, RICOSTRUIRE significa promuovere le eccellenze italiane nel mondo, una maxi filiera cultura-turismo-moda-alimentare, e far ripartire in modo efficace il sistema turistico del paese.

 

Per il welfare, RICOSTRUIRE significa abbattere i vincoli burocratici ed eliminare provvedimenti costosi ed improduttivi come Quota 100 e il Reddito di cittadinanza, risparmiando sulla spesa pubblica.

 
 
Per l’innovazione, RICOSTRUIRE significa incentivare le donazioni private, eliminare la frammentazione di strutture e finanziamenti mettendo al centro le Università, rendendo più efficienti i processi di trasferimento tecnologico, accelerando la trasformazione delle tlc e della rete.

 
 
Il piano accoglie alcune delle migliori idee avanzate in queste settimane: Il piano di Giovanni Cagnoli, le proposte del dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Padova, il contributo di Piergaetano Marchetti e Marco Ventoruzzo, le idee sulla ricerca di Francesca Pasinelli, le proposte di Nicola Bedin, il progetto di Giovanni Tria e Pasquale Lucio Scandizzo. 

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