Il Fondo salva stati e le omissioni del 2011. Botta e risposta fra Tremonti e Capone

Giulio Tremonti

Il fallimento allora dell'idea degli Eurobond e la genesi del Meccanismo europeo di stabilità

Al direttore - Mi è stato segnalato l’articolo di Luciano Capone pubblicato ieri sul Suo Giornale sotto il titolo: “Caro Tremonti, chi ha trattato e firmato il Mes è stato proprio lei”. “Caro Tremonti” a parte, il Capone ha scritto producendosi in un doppio falso, un falso per omissione, un falso per riduzione.

 

Falso per omissione: per verificarlo basta leggere quanto dichiarato nell’Aula del Senato dal Governo Monti (AS N. 3240). Qui e non per caso si premette: “Il Trattato che istituisce un Meccanismo europeo di stabilità (Mes) (1) è stato sottoscritto dai 17 Paesi dell’Eurozona il 2 febbraio 2012, in una nuova versione che supera quella sottoscritta l’11 luglio 2011 (che non è stata avviata a ratifica in nessun paese dell’Eurozona) ampliandone sia l’ammontare massimo di risorse disponibili sia la tipologia delle operazioni consentite”. Come è in questi termini evidente che l’attuale Mes non è stato firmato dal Governo Berlusconi nel 2011, ma dal Governo Monti nel 2012 in un testo che lo stesso Governo Monti indica come sostanzialmente diverso e sostitutivo.

 

Falso per riduzione: il Capone considera politicamente irrilevanti “le intenzioni e gli articoli di giornale”. Si tratta di una visione che riduce in una polemica strumentale un processo politico che combinava insieme Mes ed Eurobond e non quello senza questi. Per verificarlo basta leggere gli atti ufficiali tanto del Parlamento europeo quanto del Parlamento italiano. Ad esempio nel mio intervento in Parlamento, per illustrare il progetto Mes-Eurobond, mi ero permesso di citare la famosa frase di Alenxander Hamilton: “Con una piccola quantità di denaro fonderemo una grande Nazione”. Applicando il rasoio di Capone (su di un corpo politico certamente più elevato), anche il “Manifesto di Ventotene” - piuttosto giornalistico, piuttosto intenzionale - dovrebbe essere considerato politicamente irrilevante! E’ stato solo nella seconda parte del 2011 che l’idea degli Eurobond è svanita, con la “chiamata dello straniero in Italia” (Governo Monti) e con l’uso del Mes come strumento esattivo – estorsivo per il recupero in Grecia dei crediti delle banche tedesche e francesi.

 

Ammetto che c’è stato un limite di visione: ancora fino all’agosto del 2011 non potevamo pensare a tutto questo orrore e certamente niente avremmo firmato. Una nuova luce di speranza si apre comunque in questi giorni con l’omelia di Papa Francesco dove si conclude parlando di solidarietà in Europa e di strumenti finanziari innovativi…

Con preghiera di pubblicazione,

Giulio Tremonti


    

Risponde Luciano Capone.

 

Devo purtroppo constatare che è il prof. Tremonti a prodursi in un doppio falso, uno per commissione e l’altro per esagerazione. Non ho mai scritto, come lui mi attribuisce, che le sue intenzioni, i suoi articoli di giornale e i suoi interventi parlamentari fossero politicamente “irrilevanti”. Anzi, l’opposto. Cito il mio virgolettato: “Il prof. Tremonti – che pure è un giurista – sembra non considerare la gerarchia delle fonti. Una lettera alla Lagarde, come un articolo a favore degli Eurobond scritto con Juncker sul Financial Times – per quanto atti politici rilevanti – non hanno forza di legge”. Ho scritto quindi che le sue intenzioni sono politicamente “rilevanti” (che mi pare sia l’esatto contrario di quanto lui afferma), ma che non hanno forza di legge (come anche lui potrà constatare, non mi pare abbiano prodotto gli Eurobond). Falso per commissione. 

 

Quanto alla genesi del Meccanismo europeo di stabilità, ho semplicemente scritto che il prof. Tremonti ha concordato e firmato la prima versione del trattato istitutivo del Mes, che non prevedeva gli Eurobond (cosa che lui in un certo modo sostiene) come non lo prevede il secondo trattato firmato dal prof. Mario Monti. Non c’è tra i due neppure differenza per quanto riguarda la volontà politica perché anche Monti, come Tremonti, voleva gli Eurobond. E allo stesso modo li vuole l’attuale ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Quindi, per quanto riguarda il “nesso Mes-Eurobond” i due trattati istitutivi del Mes – quello firmato da Tremonti e quello firmato da Monti – sono identici sia nella forma (gli Eurobond non ci sono) sia nelle intenzioni dei due sottoscrittori italiani (entrambi li volevano). A meno che il prof. Tremonti non dia alle sue intenzioni un valore superiore a quella dei suoi successori e alla sua volontà una cogenza che, come si è poi visto, non ha avuto riscontro nella realtà. Falso per esagerazione.

Di più su questi argomenti: