Tamponare la crisi

Redazione

Il Ft e il partito del pil chiedono interventi incisivi per evitare la recessione

“All’Italia serve spazio di bilancio per fronteggiare una sfida che è di tutta l’Europa. Se significa un maggior deficit di bilancio, che sia”. Il Financial Times, mai abituato a fare sconti, titola così il suo primo editoriale di ieri: “L’Italia ha bisogno di sostegno per combattere il coronavirus. Bruxelles dovrebbe allentare le regole fiscali per aiutare l’approccio di Roma all’epidemia”. Il quotidiano londinese non nega che la stagnazione italiana – ultima stima di Prometeia per il 2020, meno 0,3 per cento – abbia origine nel 2019, e che abbia cause strutturali: bassa scolarizzazione, poca formazione, sclerosi burocratica, dimensioni minimali delle aziende, scarsi investimenti in tecnologia. Ora però, aggiunge, serve che la Commissione europea abbandoni l’approccio tradizionale come quello dell’ultimo country report, nel quale si invita a politiche di bilancio “prudenti e mirate alla produttività”. Il Ft osserva che la zona rossa italiana colpisce le aree a maggior valore aggiunto della seconda manifattura europea, al centro dell’export che ha sostenuto il paese post 2008 e della supply chain continentale a partire dalla Germania che ha già i suoi problemi. “La maggiore epidemia nel mondo occidentale”, dice il Ft. Ma un atteggiamento ragionevole dell’Europa (in attesa di capire se il virus si propaga altrove) deve essere preceduto da iniziative incisive del governo per imprese e lavoro. Sempre ieri un comunicato che chiede “misure forti” è stato firmato da Confindustria, Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Legacoop, Rete imprese Italia, Cgil, Cisl e Uil: “Oltre a quanto già annunciato per il sostegno delle zone a rischio serve un grande piano industriale che contempli misure straordinarie a partire da un progetto nazionale di investimenti”. Il partito del pil, come osserva Dario Di Vico del Corriere della Sera, sta esercitando un ruolo di supplenza di leadership incerte o arruffone, e si carica di grande responsabilità. Forse ancora più: nelle imprese e sindacati cresce l’idea di commissariare una classe dirigente che fa a gara nel populismo delle mascherine e dei tamponi.

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