È scomparsa la scomparsa della povertà

Redazione

Tridico si rimangia i dati sul Rdc. Il presidente dell’Inps e il fondo autarchico

Evidentemente lo abbiamo convinto. Non lo confesserà mai, Pasquale Tridico, ma perfino lui s’è arreso all’evidente sconclusionatezza delle sue affermazioni. A inizio dicembre il presidente dell’Inps era riuscito a sostenere l’insostenibile, e cioè che “l’impatto che abbiamo calcolato del Reddito di cittadinanza è di circa -60 per cento del tasso di povertà”. Sono “dati straordinari”, aveva esultato Tridico. E a noi, più che altro, parevano stupefacenti: e infatti siamo andati a controllare, e abbiamo capito che non era vero niente. Quel 60 per cento non era altro che la quota di poveri assoluti italiani che, secondo stime dell’Inps, ha diritto a richiedere il reddito di cittadinanza. Ecco tutto.

  

Tridico, formalmente, non ha ritrattato. Ma ieri, in un’intervista al Messaggero, parlando del reddito ha detto che “sta riducendo notevolmente il tasso di povertà assoluta”. E di quanto, di grazia? “Di un ammontare che varia a secondo delle definizioni utilizzate, e su questo daremo dei dati definitivi anche insieme ad altri istituti di rilevazione”. Ma come, non erano già definitivi i dati “straordinari” forniti da Tridico a inizio dicembre? E se non lo erano, perché li ha spacciati per tali? Come che sia, per un ravvedimento avvenuto, ce n’è un altro che tarda a maturare. Perché, nella stessa intervista al Messaggero, l’ex fantaministro grillino del Lavoro ha rilanciato l’idea di creare “un fondo che sostenga, in modo anticiclico, le pensioni del futuro”.

 

E ci risiamo. Sono mesi che Tridico annuncia questo fondo, senza specificare cosa intenda per fondo pensionistico “anticiclico”; anche perché, come ha ribadito ieri, questo fondo “avrebbe la funzione di canalizzare le risorse del fondo nell’economia del paese e non all’estero”. Ma un fondo “autarchico” non può essere, evidentemente, un fondo “anticiclico”, perché seguirebbe inevitabilmente il ciclo economico nazionale. Senza contare, poi, che un fondo del genere non potrebbe che puntare sulla diversificazione per evitare rischio di collasso (il più grande fondo pensionistico al mondo, quello norvegese, investe i proventi petroliferi in 73 paesi di tutto mondo, per dire). Le idee di Tridico sono poche, sempre le stesse, e per di più confuse.

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