Istituto nazionale propaganda a 5 stelle

Redazione

Tridico e le bufale sul reddito di cittadinanza: guai per l’indipendenza dell’Inps

L’affermazione del presidente dell’Inps Pasquale Tridico secondo cui, grazie al Reddito di cittadinanza, in pochi mesi ci sarebbe stata “una riduzione del 60 per cento del tasso di povertà assoluta” è falsa. Lo avevamo scritto martedì scorso, ora lo conferma il predecessore di Tridico all’Inps: Tito Boeri. A “Piazzapulita”, a una domanda sul tema: “È vero come ha detto Tridico che il Rdc ha ridotto il tasso di povertà del 60 per cento?”, l’economista della Bocconi ha risposto: “Sarebbe bello se fosse vero. L’unica cosa che sappiamo sono le previsioni dell’Inps su quale sarebbe stato l’impatto del Rdc. E queste previsioni parlano di una riduzione di circa un punto percentuale della povertà relativa, che vuol dire circa il 10 per cento in meno di questa povertà. Tra l’altro quelle stime dell’Inps venivano fatte ipotizzando che il Rdc sarebbe costato più di 8 miliardi, raggiungendo molte più persone”, ha detto Boeri.

 

La spropositata riduzione della povertà viene propagandata da Tridico su tutti i mezzi di comunicazione, dopo essere stata lanciata dall’organo di partito del M5s, il Blog delle stelle, e poi dal Fatto quotidiano: “Il Centro studi Inps: più che dimezzata la povertà assoluta”.

  

Tra l’altro al Foglio risulta che il Centro studi Inps non abbia mai fatto una stima del genere, ma magari su questo dovrebbe dare una risposta il nuovo responsabile “studi e ricerche” dell’Inps, il prof. Daniele Checchi.

 

Sul Foglio abbiamo evidenziato come il dato non possa che essere falso, o peggio: è un’evidente manipolazione dei dati a scopo propagandistico, cosa davvero preoccupante per un istituto della Pubblica amministrazione. Basti pensare che pur considerando in maniera automatica fuori dalla povertà tutti i beneficiari del Reddito di cittadinanza, circa 2,3 milioni (cosa errata perché servono studi microfondati e non approssimativi) non si arriva al 60 per cento della povertà assoluta (fatta di 5 milioni di persone), ma ci si ferma al 45 per cento.

 

Il prof. Tridico ha una doppia responsabilità, da accademico e da presidente dell’Inps, a un uso corretto e trasparente dei dati e delle informazioni. L’Inps è un ente pubblico e ha un dovere di imparzialità: il suo acronimo sta per Istituto nazionale della previdenza sociale, non è l’Istituto nazionale della propaganda a 5 stelle.

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