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La buona destra rinasce tagliando le tasse

L’alternativa a Salvini si crea denunciando la propaganda leghista sul fisco

25 Giugno 2019 alle 06:07

La buona destra rinasce tagliando le tasse

Matteo Salvini (LaPresse)

La proposta adozione di una tassa ad aliquota unica (o quasi) e bassa è entrata nel dibattito politico ed economico italiano perché era il punto fondamentale del programma elettorale del centrodestra. Si tratta di un’operazione complessa, che richiede una serie di misure di accompagnamento – soprattutto per finanziarla – ed è essenziale che questa sia esposta in modo chiaro. Non è ragionevole pensare che lo si possa fare con l’attuale compagine di governo, che se pure ha inscritto la flat tax nell’elenco interminabile del “contratto”, non le può attribuire il ruolo centrale richiesto dalla Lega. Abbassare le tasse si può fare, ma a questo obiettivo ambizioso bisognerebbe subordinare pressoché tutta la politica economica nazionale, ristudiare per esempio la selva di deduzioni che ammonta a oltre 50 miliardi, verificare la dimensione della quota esente per i lavoratori dipendenti (in modo da non penalizzarli relativamente ad altre fasce sociali), realizzare un’effettiva revisione della spesa pubblica eliminando sprechi e privilegi (compresi quelli determinati dalla più recente legislazione assistenzialistica). Tutte queste misure di accompagnamento che tagliano interessi che si possono chiamare corporativi fin che si vuole – ma sono interessi reali di persone reali – sono destinate a suscitare discussioni e opposizioni, che solo una compagine politica davvero convinta della centralità della riduzione delle tasse può affrontare.

  

Per questo è lecito chiedere proprio al centrodestra, a tutte le formazioni che hanno firmato il programma con la flat tax, di chiarire come la vogliono realizzare e finanziare, senza determinare uno squilibrio ulteriore dei conti pubblici già dissestati e senza introdurre tagli generalizzati dello stato sociale. Che ci sia o no una crisi politica e un rinnovo del Parlamento, spetta comunque a chi ha avanzato la proposta, che stia oggi al governo o all’opposizione, fornire ai cittadini le informazioni necessarie per capire se si tratta di una cosa seria e praticabile o solo di una agitazione propagandistica.

Redazione

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