Bruxelles, Jean-Claude Juncker riceve il premier Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Spread in calo. La Borsa scommette sull'accordo Italia Ue

Mariarosaria Marchesano

Piazza Affari torna positiva sulle aperture del governo a Bruxelles che sembra disponibile ad abbassare il rapporto deficit-pil. Confermata la riunione di stasera a Palazzo Chigi: per Salvini non bisogna “attaccarsi ai decimali”, ma il ritocco avrà una ricaduta su reddito di cittadinanza e quota 100

Milano. Il segnale che i mercati finanziari stanno inviando al governo gialloverde è inequivocabile: se c'è un'apertura nei confronti di Bruxelles sulla manovra economica gli investitori sono disponibili a ridare, almeno in parte, fiducia all'Italia. Così stamattina Piazza Affari apre in positivo sostenuta soprattutto dal rialzo dei titoli bancari e amplia i guadagni al 3 per cento dopo le prime due ore di rinegoziazioni diffondendo il buon umore anche tra le altre Borse europee. Lo spread è in calo a 282 punti base dai 307 di venerdì scorso. Questa scommessa dei mercati sembra basarsi sulla modifica sostanziale dell'obiettivo chiave della legge di Bilancio e cioè il rapporto deficit-pil, che, per piacere alla Commissione europea, dovrebbe scendere almeno al 2 per cento dall'attuale 2,4 per cento. Segnali espliciti di apertura verso una riduzione sono stati dati dal vice premier Matteo Salvini, il quale punterebbe al 2,2 per cento, mentre non si sbilancia sui numeri il leader dei 5Stelle, Luigi Di Maio, pur ribadendo in una nota emessa ieri sera di voler cercare una mediazione con l'Europa.

  

Intorno ai decimali si gioca la realizzazione del contratto

Il punto intorno al quale ruota tutta la vicenda è che con un deficit-pil al 2,2 per cento si perderebbero 3 o 4 miliardi di euro nell'ambito di una manovra di 37 miliardi, e quindi potrebbe bastare il rinvio di ancora un mese del reddito di cittadinanza o di quota 100, mentre se si scende al 2 per cento è chiaro che una delle due misure potrebbe essere seriamente compromessa. "Penso che c'è una manovra che fa crescere il Paese nessuno si attacca ai decimali ", ha detto Salvini in un'intervista all'AdnKronos all'indomani della cena che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto con il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, alla quale era presente anche il capo del Mef, Giovanni Tria. "Ho sentito Conte dopo il vertice: noi faremo di tutto per applicare buon senso e ragionevolezza. Non vogliamo litigare con nessuno ma chiediamo solo di poter fare quello che gli italiani ci chiedono", ha aggiunto il vicepremier. E oggi Armando Siri, sottosegretario leghista alle Infrastrutture, ha affermato che l'esecutivo potrà valutare una "piccola limatura" al target del prossimo anno. Il punto di caduta, secondo quanto riporta Repubblica oggi, potrebbe essere, infine, al 2,1 per cento, anche se non si sa esattamente come questo impatterebbe sulla realizzazione del contratto di governo.

  

Ma per Di Maio il Parlamento è sovrano

Così, intorno alla manovra economica dell'Italia fervono ancora febbrili trattative, anche perché ogni decimale del rapporto tra deficit e pil vale qualche miliardo di euro.  "Stasera dobbiamo parlare di tante cose sulla Legge di Bilancio, dei  tanti emendamenti presentati dal Governo, altri dal Parlamento", ha detto Di Maio a Radio Radicale stamattina, confermando la convocazione di una riunione a Palazzo Chigi. "La Legge di Bilancio è in discussione in Parlamento in queste ore e anche  per questo il presidente Conte ha detto all'Unione europea che bisogna dare il tempo al Parlamento, che è sovrano nel decidere, di innovarla e migliorarla", ha specificato il vice premier.

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