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La manina del decreto dignità era quella di Di Maio

Il ministro ha gridato al complotto per i dati dell'Inps ma un articolo del testo conferma che le norme produrranno una perdita di posti di lavoro

18 Luglio 2018 alle 19:22

La manina del decreto dignità era quella di Di Maio

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Al direttore

Le ricostruzioni giornalistiche degli ultimi giorni hanno dimostrato che Giggino De Rege “non poteva non sapere” (come scrivono le procure) della tabella accusata di concorso esterno e notturno in infiltrazione a scopo di caciara, nella relazione tecnica al decreto (in)degnità. Il ministro-ragazzino ha quindi mentito sul complotto e lo ha fatto accusando – pur non avventurandosi in nomi al contrario di Matteo De Rege – delicatissimi apparati dello Stato e del maggiore ente previdenziale d’Europa. In presenza di un comportamento  così grave, in altri tempi, si sarebbero chieste a gran voce le dimissioni del ministro. Ma persino l’ayatollah Roberto Fico, fidandosi della parola di Di Maio, ha affermato di credere nell’esistenza di un complotto. Il fatto è che esiste un altro elemento di sonora ed inconfutabile smentita: l’articolo 14 comma 2 del decreto dispone una copertura finanziaria delle norme riguardanti la controriforma del contratto di lavoro a tempo determinato, la nuova disciplina dell’indennità di licenziamento ingiustificato e l’incremento della contribuzione del contratto a tempo determinato. La copertura non è prevista a fronte di maggiori spese (che non vi sono) ma in conseguenza di minori entrate fiscali e contributive. Il che sta a significare, inequivocabilmente, che è prevista (per diversi anni) una diminuzione del monte retributivo a causa della perdita di un certo numero di posti di lavoro. In sostanza la “manina” incriminata è quella di Giggino De Rege.

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Commenti all'articolo

  • giuseppek

    22 Luglio 2018 - 00:12

    Grazie all' onorevole Cazzola per il coraggio e la competenza delle sue osservazioni. Abbiamo tutti un disperasto bisogno di verità..... L'attuale Governo non è in grado di infondere alcuna fiducia..........

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  • vinci61

    19 Luglio 2018 - 12:12

    Tanti Cettolaqualunque messi insieme non si erano mai visti. Non hanno uno straccio di Progetto Paese. Tante idee buttate lì per caso tutte ben confuse. Siamo alla frutta. Immagino quando metteranno mano alla riforma della Giustizia cosa succederà.

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  • guido.valota

    18 Luglio 2018 - 22:10

    Era impegnato al telefono con la Casaleggio per farsi spiegare cosa doveva dire.

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