cerca

La manina in faccia di Boeri a Di Maio

Il presidente dell'Inps mette alla berlina il governo. Il ministro del Lavoro ha mentito: sapeva che il “dl dignità” riduce l’occupazione

19 Luglio 2018 alle 21:25

La manina in faccia di Boeri a Di Maio

Foto LaPresse

Roma. Luigi Di Maio ha mentito. Non c’è stata alcuna “manina” che nottetempo ha manomesso la relazione tecnica del “decreto dignità” inserendo la cifra di 8 mila disoccupati. Dopo di lui ha mentito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, intervistato da Marco Travaglio sul “complotto della manina” – dato per assodato dal direttore del Fatto –, ha risposto che “quel numero di 8 mila disoccupati all’anno è arrivato all’ultimo, fuori tempo massimo”. E la menzogna del ministro del Lavoro, finito nell’angolo a causa della sua insipienza, è stata avallata dal ministro dell’Economia Giovanni Tria che, dopo le minacce del M5s di “fare pulizia” delle “vipere” in Via XX Settembre, in un comunicato congiunto con Di Maio ha detto che “bisogna capire da dove provenga quella ‘manina’ che non va ricercata nel Mef”, addossando la responsabilità al presidente dell’Inps Tito Boeri. La verità è emersa integralmente, documenti alla mano, nell’audizione di Boeri davanti alle commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera. Ed è che il ministero del Lavoro, ovvero Di Maio, era ben consapevole della riduzione dell’occupazione prodotta dal “dl dignità”.

  

Boeri ha ricostruito la cronologia delle comunicazioni: il 2 luglio, alle 17:54, l’ufficio legislativo del ministero chiede all’Inps di “stimare la platea dei lavoratori coinvolti al fine di quantificare il minor gettito contributivo derivante dalla contrazione del lavoro a tempo determinato”. Pertanto, sottolinea Boeri, “dalla richiesta il ministero aveva già messo in conto una riduzione dell’occupazione a tempo determinato per effetto del decreto”. Dopo uno scambio di dati e informazioni il 6 luglio, alle 12:23, l’Inps invia al ministero del Lavoro la relazione tecnica richiesta che, come ha ammesso lo stesso Di Maio in audizione, conteneva già “i numeri sugli effetti occupazionali negativi del provvedimento”, ovvero i famosi 8 mila posti in meno all’anno. “Ma la relazione tecnica bisogna almeno sfogliarla per carpirne i contenuti …”, è la stoccata del prof. Boeri a chi l’ha accusato di infedeltà e scorrettezza. Successivamente, il 10 luglio, la Ragioneria dello stato chiede ulteriori chiarimenti all’Inps, una stima degli effetti sulla Naspi (l’indennità di disoccupazione).

  

In sintesi, la relazione tecnica con la stima degli 8 mila posti di lavoro in meno era tra le mani Di Maio una settimana prima della trasmissione al presidente della Repubblica. Da lì in poi nessuna “manina” notturna ha agito, c’è stato solo un approfondimento sui costi richiesto dalla Ragioneria dello stato.

  

Boeri ha respinto anche l’accusa di “non scientificità” della sua stima, tema a cui è particolarmente sensibile dal punto di vista reputazionale (non a caso in coda alla sua relazione ha messo una lunga bibliografia). Perché proprio 8 mila? L’economista della Bocconi ha spiegato che per la relazione tecnica all’Inps viene chiesto un numero preciso, non una forchetta o un intervallo di confidenza, e ha esposto la metodologia con cui si è giunti a quella cifra. Ma ha precisato che, visti i numerosi vincoli introdotti dalla norma non considerati, dal “causalone” all’aumento dei contributi, l’impatto negativo “molto modesto” stimato dall’Inps è “addirittura molto ottimistico”. Infine Boeri ha detto che il presidente dell’Inps “non ha giurato fedeltà al programma del governo”. E che è anche disposto a dimettersi, ma solo se la richiesta arriva nelle sedi istituzionali: “Non posso prendere in considerazione le richieste di dimissioni online e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale”. Il riferimento è, ovviamente, ai tweet di Matteo Salvini. Tutto si può dire di Boeri, tranne che agisca nell’ombra.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • giuseppek

    20 Luglio 2018 - 15:03

    "Chi non sà fare da sè nulla di buono, non potrà neanche servirsi dlle cose fatte dagli altri" (Michelangelo Buonarroti) Grazie al Presidente INPS per la convinta e doverosa difesa dell' Istituto.

    Report

    Rispondi

  • giantrombetta

    20 Luglio 2018 - 09:09

    Caro e illustre e stimato Capone, c’era una volta la politica. C’era una volta il rispetto delle istituzioni. Nella nostra Italia. Ma, come argutamente ha sottolineato il presidente Boeri, ormai siamo fuori non solo dall’Italia ma dall’intera crosta terrestre. Forse siamo su Marte, dove governa chi non ha arte ne’ parte. Un premier ed un vice premier che reiteratamente mentono al popolo sovrano su un provvedimento di legge ,nelle democrazie in uso sulla crosta terrestre si dimettono o vengono democraticamente cacciati nel giro di qualche ora. A meno che non si dimostri che e’ il presidente dell’Inps, non della hocciofila, che ha mentito non al bar ma al Parlamento. Nel qual caso e’ lui a dover togliersi o esser tolto di mezzo. Tertium non datur, mi pare si dicesse nella culla della terrestre civiltà occidentale. Ma siamo ormai su Marte o chissà dove.

    Report

    Rispondi

  • MR1960

    19 Luglio 2018 - 23:11

    Impareggiabile ritratto di taleTito Boeri ad opera di Giancarlo Perna su "la Verità", ripreso da Dagospia. E ho detto tutto.

    Report

    Rispondi

Servizi