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Il paese dei porcellini

Ricordate i “Piigs”, che comprendevano Grecia, Spagna, Portogallo? Rischia di restarci solo l’Italia

28 Maggio 2018 alle 12:40

Il paese dei porcellini

Foto di Roberto Santini via Flickr

Riparte lo spread, da Bruxelles lanciano fulmini e saette, il contratto giallo-verde promette spendi e spandi, c’è aria di primavera 2011, quando tutti guardavano ai Piigs e tremavano. Allora la miccia venne accesa da Atene, oggi da Roma? Già, i Piigs, l’orrendo acronimo che in inglese suona come maiale, coniato da Goldman Sachs per indicare Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, i paesi strapazzati e messi a terra dalla crisi del 2008-2012. Ce n’eravamo dimenticati ma a volte ritornano, se...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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