Il rischio dell’inutile bagarre politica sui braccialetti di Amazon

"Demonizzare l’e-commerce è un danno per gli stessi consumatori”, dice Scott Jovane, amministratore delegato di ePrice

Amazon

LaPresse/PA

Roma. Finita nel tritacarne della campagna elettorale, la notizia dei brevetti depositati da Amazon ha generato un dibattito surreale in poco più di ventiquattro ore. Chiarito che quei braccialetti per ora non esistono, che servirebbero solo per sostituire i palmari già in uso per trovare più facilmente la merce nei magazzini e che, se mai venissero introdotti, sarebbero sottoposti ai vincoli della normativa che regola l'uso degli strumenti di controllo a distanza, restano agli atti le dichiarazioni smodate di alcuni politici e sindacati. 

 

Luigi Di Maio dà la colpa al Jobs Act perché autorizzerebbe l'introduzione di meccanismi per controllare i dipendenti; Susanna Camusso si chiede se Amazon abbia previsto “anche la palla al piede”, pensando evidentemente al carcere, e come lei Laura Boldrini commenta “il braccialetto elettronico è una modalità degradante e offensiva per la dignità lavoratori. Lavorare non è un reato”. Immancabile, poi, l'esposto del Codacons alla procura e all'ispettorato del Lavoro, per chiedere verifiche sugli effetti “del campo elettromagnetico del dispositivo” e il ritiro del brevetto. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha voluto rassicurare sul fatto che non saranno mai introdotti in Italia. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, indicato da Silvio Berlusconi come possibile premier, ha detto che è “inaccettabile” l’uomo-robot. 

 

La polemica ha attecchito subito, anche perché a essere coinvolta è una multinazionale già finita sulle cronache per i ritmi di lavoro serrati dei propri impiegati. Eppure parlare di Amazon, che dell'e-commerce è un colosso, per molti significa riferirsi all'intero orizzonte degli acquisti online, che da questo dibattito può uscire ingiustamente penalizzato. Un mondo che senza tecnologia e intelligenza artificiale neppure esisterebbe, visto tutto quello che un semplice click mette in moto dal momento dell'acquisto delle merci a quello della consegna. 

 

“In Italia gli acquisti online rappresentano il 4 per cento del valore del retail, mente in Francia e in Germania sono il 10 per cento. A quel livello si arriva solo con l’innovazione: rendendo più facile il difficile e utile quello che prima non si conosceva”, dice al Foglio Pietro Scott Jovane, ora amministratore delegato di ePrice, piataforma italiana che vende online elettrodomestici e prodotti tecnologici spediti da un centro logistico nei pressi di Linate. “Demonizzare l’ecommerce è un danno per gli stessi consumatori, che su internet trovano una gamma infinita di prodotti, prezzi più vantaggiosi e servizi di consegna e assistenza sempre più flessibili”.

 

Se adoperati nel rispetto dei diritti dei lavoratori, braccialetti simili a quelli progettati da Amazon sono utili anche in molte aziende per controllare la sicurezza degli impianti, per esempio in situazioni di pericolo in cui serve rintracciare il personale. Quello che certamente non è utile, invece, è gettare ombre su settori produttivi e promettenti per l'economia del paese senza averne motivo, come in questo caso: se dopo tutta questa polemica Amazon decidesse lo stesso di progettare i braccialetti e di proporli in Italia, dovrebbe prima trovare un accordo con le rappresentanze sindacali o farsi autorizzare dall'ispettorato del Lavoro. E' molto più facile mettere in giro una fake news, insomma, che mettere i braccialetti ai polsi dei dipendenti.

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