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Il Mundial di Marchionne

Il manager della Fiat voleva essere il primo nel mercato globale dell’auto. Perché non ci è ancora riuscito

11 Dicembre 2017 alle 11:09

Il Mundial di Marchionne

Sergio Marchionne (foto LaPresse)

Una ne fa e cento ne pensa? No, il vecchio detto popolare nel caso di Sergio Marchionne va rovesciato da capo a piedi perché il capo di Fiat Chrysler una ne pensa e cento ne fa. Il pensiero dominante è aumentare il valore per gli azionisti, cioè la Exor degli eredi Agnelli guidata da John Elkann, se stesso, i fondi di investimento e tutti gli altri che gli agenti di Borsa nel tempo in cui le azioni si compravano alle...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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