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Le condizioni per il riscatto bancario

Accantonare i banchieri del territorio e governare le spinte della Bce

17 Novembre 2017 alle 21:29

Le condizioni per il riscatto bancario

Il caso Carige è l’ultima infiammazione dei mali bancari italiani, già lenita dai 20 miliardi stanziati dal Tesoro, dei quali rimane la metà, oppure la febbre è destinata a non guarire? Oggi la crisi della Cassa di risparmio di Genova pareva in via di soluzione: all’aumento di capitale da 560 milioni, sospeso dopo che solo i tre maggiori azionisti si erano detti disposti a coprirlo, dovrebbero partecipare altri soci finanziari con l’ok del consorzio di garanzia. Evitando dunque di attingere, dopo popolari venete e Mps, a denari pubblici, pessimo viatico per la ricapitalizzazione attesa per il Credito valtellinese. Il male non verrà debellato se non si verificano due condizioni. La prima è archiviare l’èra delle banche territoriali con azionisti gli imprenditori dello stesso bacino (a Genova, Vittorio Malacalza, Gabriele Volpi, Aldo Spinelli), e nella peggiore le fondazioni portatrici d’interessi politici. Il modello manageriale rappresentato da banchieri come Jean Pierre Mustier, Carlo Messina, Victor Massiah, avvezzi alla globalizzazione e attenti al ritorno per i soci, è preferibile. La seconda condizione è che la Bce si quieti: accantonate le restrizioni retroattive sui crediti deteriorati, spunta un paper che suggerisce di sollevare la garanzia sui depositi fino a 100 mila euro in caso di bail-in, per educare al rischio i correntisti. Per ora è un “contributo al dibattito” partorito dai falchi tedeschi in risposta a Europarlamento e Consiglio d’Europa. L’assunto è che tenere soldi garantiti sul conto produca “assalti ai bancomat” in caso di crisi, e scoraggi gli investimenti. Il paper è dell’8 novembre, finora non si registrano critiche. Prima che della faccenda s’approprino i populisti, Banca d’Italia farebbe bene, stavolta, a farsi sentire. Anche per riscattarsi dalle distrazioni sul bail-in.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    18 Novembre 2017 - 07:07

    Alcuno al Foglio fa notare che fino all’altro ieri il governo Pd Gentiloni\ Renzi o viceversa si vantava d’aver messo a posto i crack bancari e che dovevamo stare tranquilli: con le banche stiamo a posto. E non e’ finita. Anche il debito pubblico e’ calato, tuona il ministro. Poi si legge che nel mese scorso ha nuovamente battuto il record, in salita, non in discesa. Almeno il Foglio spieghi che il contar balle e prendere per i fondelli gli elettori non ha mai portato ne’ mai porterà più voti.

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