Il nuovo ospedale alla Fiera di Milano e quello sui campi dello Us Open

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Con enorme fatica e tra grandi sacrifici economici, ai quali si dovrà porre rimedio, l'Italia sta uscendo dalla micidiale crisi sanitaria. La strategia non è stata perfetta, e ci mancherebbe, ma nei tempi dati non c'erano alternative e la condotta è stata mediamente accettabile e si è mostrata del tutto corretta soprattutto a un esame comparato con le altre nazioni europee e anche allargando lo sguardo agli Stati Uniti. Ecco, questo per la commissione d'inchiesta di cui si parla, da istituire a calma ristabilita. Per il qui ed ora si guarda soprattutto ai primi segni di rilassamento nella tenuta psicologica e nel buon comportamento dei cittadini. Un po' si percepisce che l'impegno iniziale, collettivo, è sfumato. E queste ultime due settimane verranno vissute con ansia crescente temperata dall'auspicato arrivo di dati incoraggianti. E' probabile che si parta con un picco di lamentele da qui al fine settimana, per poi aver un sollievo e infine un ritorno del nervosismo a ridosso del primo via libera. Il governo potrebbe gestire l'allentamento dei divieti in modo attivo, cercando di concedere il giusto e necessario ma fondandolo sempre su passi avanti realizzati e risultati ottenuti. Con un saggio gradualismo i prossimi 18 giorni, un po' più di due settimane, possono passare. E dopo ancora altro gradualismo, ma un po' accelerato e vedremo lo spettacolo di un paese che riparte.

  

Storie esemplari da conservare ce ne sono tante (mentre procede la ricostruzione del ponte di Genova) e certamente tra esse c'è la realizzazione dell'ospedale all'interno della Fiera di Milano, considerato da chi se ne intende un miracolo di fattività e di rapidità. Pochi anni fa si fece qualcosa di simile per completare l'area Expo in tempo, contro il tempo, ma invece dell'ammirazione generale ne scaturirono inchieste, accuse, processi, paginate al veleno. C'è da sperare che a ripresa avviata certe forze di interdizione non riescano a tornare in campo con tutta l'energia di cui disponevano in passato. Però attenzione alle inaugurazioni di questi tempi, meglio meno persone e più spazio interpersonale.

  

   

L'analisi della Banca d'Italia per l'assemblea arriva tempestiva.

 

L'industria italiana vuole reagire, ma si sa che sarà dura. Il centro studi di Confindustria mette tutto in chiaro.

Oggi poi videoconferenza di peso tra presidenti di eurogruppo, Bce e commissione europea. Mentre si fa più vicina la possibilità di intervenire con una versione arricchita di soldi ma alleggerita di vincoli del Mes. Ne ha accennato anche il ministro delle finanze tedesco Scholz, almeno a voler intendere così, per esclusione, quello che intanto era il suo rifiuto dei coronabond.

 

Un po' troppo tipizzato, e trasformato in figura generica e vincolata alla funzione bracciantile, ma l'Immigrato, questa volta, può togliersi qualche soddisfazione. E' un modo per rappresentare il problema della scarsità di manodopera agricola che colpirà tutta Europa nelle prossime settimane.

  

  

La ministra è assai casaleggiana, vediamo se la task force tecnologica è rousseauiana.

 

In ogni caso questi sono i nomi.

 

Tutti appiattiscono o cominciano ad appiattire, tranne gli Stati Uniti. Problemone politico in vista per Trump.

 

 

L'ospedale sui campi da tennis dello US Open.

 

 

In Gran Bretagna andamento ondivago e picco non ancora in vista.

 

  

Se ne parlava sul Foglio giorni fa, una Zoom per l'altra, cose che succedono e che la neo star di twitter Sandro Brusco vede come uno studio bello e pronto sulla finanza comportamentale, come prova della irrazionalità, o anche peggio, dei mercati finanziari almeno nel breve periodo.

 

 

Fa freddo, specialmente a sud, una ottima ragione per restare a casa e far passare un paio di altri giorni in scioltezza, poi si vedrà.