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Il treno deragliato a Lodi e i Benetton che scaricano Oliviero Toscani

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

6 Febbraio 2020 alle 17:13

Il treno deragliato a Lodi e i Benetton che scaricano Oliviero Toscani

Oliviero Toscani (foto LaPresse)

Cosa è successo al treno deragliato, per ciò che se ne può sapere finora. La spiegazione proposta riguarda una scambio impostato nel modo sbagliato, che avrebbe fatto deragliare il treno, sviandolo verso un altro binario. Credibile, per quanto se ne sa, ma da valutare bene, perché i sistemi automatici di controllo non consentono, in condizioni normali, un errore negli scambi. E la catena di errori o di coincidenze sfortunate potrebbe quindi essere più lunga.

  

 

Il precedente di Pioltello, con molte similitudini.

 

 

Il nuovo virus avanza oppure no, intanto a Roma c'è un italiano allo Spallanzani e proviene dal gruppo dei rimpatriati col volo dalla Cina. mentre nelle acque giapponesi una nave da crociera con anche 35 italiani a bordo è tenuta in quarantena. Tante notizie che allarmano ma allo stesso tempo confermano che il focolaio resta localizzato in Cina e che da questa parti arrivano solo casi, come dire, di importazione.

 

Adesso ovviamente non si vede l'ora che cominci la manifestazione, stiamo parlando del corteo anti-maggioranza voluto dai grillini al governo, per andare a fare il pubblico e farsi due risate. Intanto Crimi, pur sempre il capo ancorché reggente, fa sapere che lui, appunto, è il capo e quindi si riprende lo spazio del blog e di Facebook, violati dall'ex capo, sì quello che fa il ministro degli esteri, e parla lui della manifestazione. Notate che, rispetto alla vasta agenda dell'ex capo, il capo-reggente preferisce connotare il suo appello solo ed esclusivamente come iniziativa contro i vitalizi. Insomma fa la classica mossa dei rivoluzionari finti, se la prende col super feticcio, con i privilegi della casta, roba basica facile da argomentare, e così saggiamente depotenzia il carattere più politico che l'ex capo voleva dare alla manifestazione. 

  

 

Un innesto dalla Cgil alla nuova giunta del rieletto Stefano Bonaccini può dare qualche spunto per parlare a cena della riorganizzazione della vincente sinistra emiliana. Il vicesegretario della Cgil Vincenzo Colla (aveva perso di poco la corsa alla segreteria sfidando Maurizio Landini) andrà a fare l'assessore al lavoro nella giunta emiliana-romagnola. Il fatto è significativo perché in quel ruolo aveva lavorato, facendone un punto di forza, un big come Patrizio Bianchi (anche lodato sul Foglio nel pezzo preelettorale sull'economia emiliana-romagnola).

  

Una cronaca di 4 anni fa è utile per capire che Colla, e forse questo non lo ha aiutato nella corsa alla segreteria Cgil, era già da allora un sostenitore della visione delle relazioni industriali e del ruolo della formazione contenute nel patto per il lavoro.

 

Saperci fare (saper vivere), 1 e 2.

 

 

Sì, se ne può parlare, e fa bene David Allegranti a citarlo con spirito, ma a ben vedere più che smontare Giuseppe Conte bisognerebbe essere in grado di esprimere, davvero, qualche alternativa. Siccome non c'è allora forse è più interessante capire e ragionare e anche trovare spazi per realizzare cose anche grazie a Conte. L'espressione di Nicola Zingaretti, citatissima e molto presa in giro, andrebbe forse letta non come punto di riferimento dei progressisti in generale e per sempre, ma come giusto riconoscimento della capacità del presidente del consiglio di fare da equilibrio necessario tra una forza sbrindellata come i 5 stelle e una forza tuttora correntizia come il Pd, oltre agli altri partiti della maggioranza. Questo non è proprio un compito da nulla e anche Orfini, qui con reminiscenze ancora più dalemiane del solito, dovrebbe riconoscerlo invece di giocare coi distinguo.

 

 

Perché poi ad esempio c'è un ravvedimento operoso nel governo su due tasse sbagliato, come quelle su plastiche e zuccheri. Insomma c'è ben altro da fare invece di prendersela con Conte.

 

Salta l'accordo in Turingia con cui si sarebbe dato accesso ai nazipop, più nazi che pop, di Afd a una maggioranza in un governo di Land. I leader nazionali dei partiti hanno bloccato i loro collaborazionisti, mentre manifestazioni molto forti hanno dato il polso della reazione popolare.

 

 

Ne parlavamo ieri qui e oggi sul Foglio, per cena potrete aggiungere un nuovo capitolo alla brutta storia dell'appoggio di Afd a un candidato liberale (appunto, i liberali, o come diceva oggi sul Foglio Guido Vitiello a volte i cretini di destra) alleato ai democristiani. Questi ultimi sono al centro dello sviluppo di stasera, perché la cancelliera Angela Merkel, sempre sia lodata, sa stare al mondo e ha subito detto ai suoi compagni di partito di abbandonare quella imperdonabile alleanza. E anche il segretario dei liberali ha richiamato i suoi per farli tornare indietro dall'alleanza.

 

Ops.

 

 

Congratulazioni alla Francia, fiera di essere attrattiva per gli investimenti americani, e tanta stima per chi non si vergogna di mettere una foto con una schiera di bottiglie in Pet, quelle di cui da questa parti ci si vergogna.

  

Le maniere giuste, i comportamenti, che danno forza a tutta la politica, e cosa significa non essere più in grado di averne (stiamo parlando di Trump e Pelosi).

 

Intanto però è anche vero che Donald Trump ha perso il controllo di sé o del suo senso dell'umorismo, oltre a sfidare la scaramanzia dichiarandosi eterno.

 

  

Queste sono un po' fissazioni grilline (lato Virginia Raggi) e scontatamente di Fratelli e Leghisti, stavolta nascondono il loro odio con un argomento ancora più squallido e cioè un sospetto di scambio elettorale a favore del ministro Gualtieri candidato alle suppletive del collegio centrale di Roma.

 

 

Eccola puntuale, se ne avete voglia guardate un po' di commenti, tra cui quelli del nostro caro Makkox.

 

 

Ci si chiedeva da tempo perché la famiglia Benetton continuasse a tenersi attorno uno come Oliviero Toscani, finalmente, a guai stracombinati, se ne sono liberati.

 

 

Tra poco mano sul telecomando e via a Sanremo mentre gli ascolti straordinari stanno diventando un caso di studio. Ricordate sempre di seguire i foglianti su twitter (è un meccanismo di compensazione contro i rischi da Sanremo: quanto il festival è divertente allora tutto ok e i tweet servono a rallegrarvi ulteriormente, quando il festival diventa noioso allora i tweet foglianti vi consolano e vi fanno ridere. L'autore di queste note non sarà su twitter, però, almeno fino alle 23 perché impegnato a cantare madrigali nel suo coro).

 

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