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Di cosa parlare stasera a cena

Il modello Boris Johnson e la dissonanza sul futuro delle api

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

3 Febbraio 2020 alle 17:48

Il modello Boris Johnson e la dissonanza sul futuro delle api

Foto LaPresse

Una sottile sfida tra visioni liberali, interessante per avviare le cene di questa settimana. Boris Johnson pensa che il libero scambio e la sua attuazione grazie ad accordi commerciali si faccia strada, come dire, da sé, perché conviene e perché c'è una generica volontà. Dall'altra parte ha l'Unione europea, nata e sviluppatasi con l'idea che, invece, serva prima un'impalcatura di regole e che dentro a quel sistema organizzato poi possa prosperare il libero scambio. BoJo applica il suo costante modo di comportarsi: prima fissi gli obiettivi e poi vedi come raggiungerli. E prova a nascondere la sua improvvisazione presentandosi come campione del commercio libero e delle frontiere aperte, contro i giganti (Usa, Ue, Cina) e contro le loro regole o peggio ancora il loro tentativo di chiudere gli spazi commerciali e di imporre dazi. Insomma è già alla ricerca di un ruolo da Davide contro vari Golia. Ma il suo punto debole è nella visione davvero antistorica del modo in cui si realizza la crescita degli scambi commerciali. Il suo schema, tutto volontaristico, non si è mai verificato, mentre l'UE resta il più grande mercato integrato e libero del mondo (ma ancora deve migliorare) proprio grazie alla apparentemente complessa impalcatura regolatoria. I giornalisti politici inglesi sono usciti per protestare contro la decisione con cui il governo inglese ha lasciato fuori i rappresentanti di alcune testate.

 

Come la vede Daniel Gros (potrebbe esserci una relazione speciale, per valorizzare il meglio di entrambi).

 

A proposito, o quasi, perché la corte di giustizia non è l'Ue.

  

Il virus a Pechino.

 

E i rischi in Africa.

  

Si ferma un pezzo della manifattura mondiale. Ci saranno ripercussioni sulla catena produttiva e commerciale, e, ma nessuno ne saprà niente, ci saranno problemi sociali in un paese che quasi non ha protezioni e tutele per i lavoratori.

 

Il buon lavoro in Italia e qualche iperbole (e nuovamente congratulazioni al gruppo dello Spallanzani, da cui si attendono altri risultati con lo studio diretto del nuovo coronavirus).

 

Teste o cuori? entrambi, dice Pete Buttigieg. Mentre Joe Biden twitta appelli più tradizionali, normali chiamate alla partecipazione durante il primo caucus, quello dello Iowa, con cui si avvia la selezione del candidato democratico. Bernie Sanders se ne sta più tranquillo, ma pare che sia ben appoggiato.

   

Gli accordi con la Libia e chi, con ragioni, li contesta.

  

Sulla prescrizione e quindi sulla riforma da evitare (quella che Alfonso Bonafede ha letto sul Fatto) si schiera anche il Pd, dando quindi un sostegno alla linea dura di Italia Viva, in un inedito caso di convergenza tra il partito originario e la creatura renziana. Evidentemente l'intenzione è anche quella di non lasciare l'iniziativa a Matteo Renzi e ai suoi ma va segnalato che si è speso direttamente il segretario Nicola Zingaretti (con tanta voglia di sintesi).

 

Anche Carlo Calenda subisce il fascino di un grillino ragionante come Stefano Patuanelli. Uno che almeno un po' ci prova a confrontarsi con la realtà e che quindi non ha condotto il Ministero dello sviluppo come se fosse un luogo in cui ostacolare ad ogni costo lo sviluppo (la linea del suo predecessore Luigi Di Maio) e che approccia il modo produttivo con un po' meno diffidenze e complessi del suo predecessore. Aggiungeteci poi quel lavoro discreto svolto presso i gruppi parlamentare per stabilizzare il movimento durante il passaggio alla nuova maggioranza e ne avrete fatto quasi un buon politico. Ovviamente dovrà ancora dare altre prove, ma insomma, almeno il tentativo lo fa. Tanto, appunto, da ricevere in visita il suo pre-predecessore, ostracizzato invece durante la gestione Di Maio. Un consiglio però va dato a Calenda: apra gli occhi quando lo fotografano.

 

Ci perdoni @nomfup Filippo Sensi, ma qui, con tutti i caveat peraltro già messi da lui nel tweet, ci sta bene

   

Per farsi un'idea della complessità dell'inquinamento in zone intensamente abitate, largamente industrializzate e con anche una forte agricoltura, e quindi per evitare di dare risposte semplici e veloci a questioni non semplici

 

Fa un super caldo, impossibile non parlarne a cena, l'importante è non dilungarsi (forse in ascensore, incontrando qualcuno, avete già sistemato l'argomento).

 

Ma farà freddo.

 

La stazione della metropolitana di Roma che si potrà usare solo per andarsene e non per arrivare (è quella di Piazza Barberini). Se ne parla molto in giro, tra risate, stupore e costernazione.

 

C'è una specie di racconto ricorrente sulla sparizione delle api, e ci si credeva anche qui preparandosi alle conversazioni a cena, ma poi una voce dissonante sentita distrattamente in tv ha acceso la curiosità. Per scoprire che, a quanto pare, le api in Italia sono tante, anzi sono sempre di più. Hanno altri problemi, non quello di diminuire come stock totale, ma sembra che siano problemi dovuti a fattori diversi da quelli normalmente indicati. Il giornalismo d'inchiesta verde non se ne dà per convinto, ma insomma bisogna insistere.

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