Il vero nemico della sinistra è l'amico che giura di essere più a sinistra di te

Costantino della Gherardesca

Dieci consigli per sgamarlo subito e scappare

“Milano è la vostra casa, vi difenderemo.” Queste parole, rivolte alle oltre 200mila persone che hanno partecipato al Pride di Milano, non le ha pronunciate Fiorella Mannoia o qualche altra reazionaria mascherata da ribelle. A dirle è stato Beppe Sala, il sindaco della mia città. Lo stesso Beppe Sala che, quando si è candidato nel 2016, ha fatto inorridire i duri e puri della supposta “vera sinistra” perché era un manager bocconiano e non una mondina del vercellese.

   

Sentire queste parole non mi ha solo rasserenato, ma mi ha anche spinto a fare una considerazione preoccupante: il nemico numero uno della sinistra italiana non è mai stato l’analfabeta funzionale. Le sue posizioni politiche, infatti, sono estremamente volubili, poiché facili da condizionare come i cani di Pavlov: oggi è razzista e sovranista, ma domani è pronto a vantarsi delle medaglie di qualsiasi sportivo di colore gareggi per l’Italia.

   

Il nemico, quello vero, è all’apparenza assai meno spaventoso e riconoscibile di quanto siamo abituati a pensare: parla in italiano più o meno corretto, non scrive in capslock, non condivide post in cui si inneggia all’affondamento dei barconi e – soprattutto – in fatto di cinema, musica e letteratura ha gusti spaventosamente simili ai tuoi.

   

Già, il vero nemico non vive in zone degradate e non fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Abita in un quartiere simile al tuo e quasi certamente ha molti più soldi in banca di te (nonostante non perda occasione di spacciarsi per un borgataro diseredato). Molto probabilmente stasera ci uscirai insieme a cena, perché il vero nemico è nella rubrica del tuo smartphone. Lo conosci molto bene, perché non è affatto un estraneo: è quell’amico che continua a ripeterti da una vita che lui è più a sinistra di te.

  

Poiché si tratta di una figura ancora poco inquadrata dagli antropologi e dagli analisti politici, voglio aiutarvi dandovi qualche piccolo indizio che vi permetta di individuarlo con facilità, in modo da poter ignorare le inutili esternazioni con cui inonda i social, o le testate per cui scrive, per farsi bello agli occhi dei suoi simili.

  

Ecco qui dieci semplici caratteristiche per sgamarlo tra la folla:

  

1. Cita testi di filosofia continentale ogni quarto d’ora, ma accusa il Pd di essere lontano dal Paese reale.

2. Non solo ha votato NO al referendum costituzionale, ma si è anche documentato per farlo.

3. Per giustificare le sue vanesie posizioni anti-establishment, rivendica inesistenti origini popolane e storie familiari al limite del feuilleton: padre operaio ucciso da scagnozzi del padrone, madre che forniva prestazioni sessuali ai marinai per pagare i suoi studi eccetera.

4. Si dichiara antiglobalista. In realtà è, più semplicemente, provinciale.

5. Adora definirsi povero. Ovviamente non lo è, ma finge di “capire le ragioni del malcontento”. Secondo lui, chi odia gli stranieri non è un razzista: è solo un povero emarginato tradito dalla sinistra renziana, un compagno incompreso, costretto a votare M5s perché il Pd “non lo ha saputo ascoltare”.

6. Accusa chiunque di “non fare abbastanza”, ma il suo unico contributo alla lotta di classe passa attraverso uno status su facebook o al massimo un djset.

7. Si dichiara vittima della schiavitù del lavoro, ma in realtà campa di rendita grazie a una serie di appartamentini a Trastevere ereditati dal suocero e riconvertiti in Airbnb.

8. Sostiene che Minniti sia “un fascista”, e ci tiene a sottolinearlo ripetutamente e pubblicamente, sentendosi ogni volta più rivoluzionario di Ulrike Meinhof.

9. Afferma che la sinistra ha dimenticato i valori del Novecento, ed è per quello che le “roccaforti rosse” sono cadute in mano alla destra. Ignorando che, su temi come l’immigrazione, un pisano che votava Pci non l’ha mai pensata come un marxista di Notting Hill.

10. Il collaborazionista inconsapevole, nove volte su dieci, statene certi, vive a Roma.

  

Tenetevi alla larga da questi tizi e dalle stronzate che scrivono. Credono di essere dei Tom Wolfe della Garbatella, ma in realtà sono solo degli Andrea Scanzi sotto mentite spoglie.