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Venezia è sommersa dall'acqua

Due morti per l'acqua alta in città. La marea ha sfiorato i 190 centimetri, record dal 1966, e oggi ne è attesa un'altra. Il sindaco ha chiesto lo stato di calamità naturale. Danni alla basilica di San Marco

13 Novembre 2019 alle 09:39

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Venezia è stata colpita in modo molto pesante dall'alta marea: dopo il record di ieri alle 22.50, con il picco di acqua ad un metro e 87 – la seconda misura nella storia della Serenissima subito dietro ai 194 centimetri del 1966 – è attesa alle 10.30 una massima di 160 centimetri. Ci sono anche due morti: due persone sono decedute nell'isola di Pellestrina. Un uomo di 78 anni è rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata e un secondo abitante dell'isola è stato trovato deceduto in casa, probabilmente per cause naturali. Sull'isola, coperta ancora ora da circa un metro di acqua dopo il crollo di alcuni tratti dei muretti di contenimento del mare, la situazione resta grave.

    

I danni in città sono pesanti: gondole e barche strappate dagli ormeggi e spinte sulle rive, tre vaporetti affondati, altre imbarcazioni alla deriva. Acqua alta anche all'interno della Basilica di San Marco, dove i danni potrebbero esser gravi: dal comando della polizia municipale si apprende che tutta la cripta è stata sommersa e dentro la basilica, nel momento di picco di marea, si misurava dalla pavimentazione quasi un metro e 10 di acqua. “Questo è un disastro, questa volta bisognerà contare i danni”, ha detto il sindaco veneziano Luigi Brugnaro, mentre in barca effettuava un sopralluogo nell’area, accompagnato dalla municipale e dal personale di Avm. “Stiamo affrontando una marea più che eccezionale – ha aggiunto in un tweet Brugnaro – Siamo tutti mobilitati per gestire l’emergenza”. Il sindaco ha annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale per la città. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha attivato l’unità di crisi della Protezione civile. Si temono gravi ripercussioni su tutta la laguna, mentre sono segnalate condizioni di allarme sull’intera costiere veneta e, per la forte pioggia, preoccupano le situazioni dei fiumi, in particolare del Piave. Oggi arriverà alla sala operativa regionale, a Marghera, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

 

Lo stesso Centro Maree è stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche, e per questo non è contattabile, se non con i canali Telegram e il sito internet. In Calle delle Razze, vicino a piazza San Marco, è ancora incastrato un motoscafo spinto a terra da una tromba d'aria che ieri, verso mezzanotte, si è abbattuta sull'area marciana mentre infuriava la mareggiata. È stato proprio il vortice di vento a 100 km orari a fare una strage di gondole e altre imbarcazioni. Tutte le scuole in città oggi restano chiuse. Sono però regolarmente in funzione i vaporetti dell'Actv, che possono essere fermati per motivi di sicurezza solo quando la marea supera il metro e 50. Anche la sede municipale di Ca' Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasto isolato a causa della dalla marea. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere l'incendio all'interno del Museo di Ca' Pesaro, provocato dal malfunzionamento della cabina elettrica e nella notte i pompieri hanno già effettuato un centinaio di interventi e altre 120 richieste verranno evase durante la mattinata.

  

Il maltempo ha flagellato ieri anche il sud Italia. A Matera le antiche strade si sono trasformate in torrenti in piena con fango e detriti che non hanno risparmiato il rione dei Sassi. Anche sulla costa jonica il vento di scirocco si è abbattuto con particolare violenza e si contano i danni.

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Commenti all'articolo

  • pipage1

    13 Novembre 2019 - 11:38

    Solo una domanda, il MOSE che fine ha fatto?

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