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Ora sono le navi della nostra Marina a fare i "taxi del mare"

I migranti a bordo dell'Aquarius saranno trasbordati su unità militari italiane e portati in Spagna. Il Viminale intanto pubblica i dati aggiornati sugli sbarchi: dicono che l'emergenza non esiste

12 Giugno 2018 alle 13:32

Ora sono le navi della nostra Marina a fare i "taxi del mare"

La Nave Dattilo della Guardia costiera (foto LaPresse)

La nave Aquarius, almeno per ora, non si allontanerà dalle acque intorno all'isola di Malta (foto sotto). Intanto ha ricevuto la conferma ufficiale: il porto sicuro nel quale dovrà far sbarcare i 629 migranti soccorsi nel fine settimana è Valencia. Ma le previsioni meteo hanno rallentato le operazioni. Nei prossimi giorni, lungo i 1.400 chilometri che separano Aquarius dal porto spagnolo, è previsto un peggioramento delle condizioni meteo e il capitano della nave ha comunicato al comando di Roma che affrontare il viaggio con tutte le persone a bordo potrebbe essere proibitivo.

  

Per questo il governo italiano ha individuato una soluzione intermedia: 500 migranti saliranno a bordo della nave Dattilo della Guardia costiera e di una nave della Marina. I restanti 129 rimarranno invece su Aquarius. Questo “allo scopo di consentire il trasferimento delle tre unità verso le coste spagnole, nelle condizioni di massima sicurezza possibile per le persone presenti a bordo”. Il tempo di navigazione stimato è di 4 giorni. Ieri, intanto, 4 donne incinte e un bambino sono stati trasferiti a Lampedusa.

 

“Siamo a ventisette miglia a Nord Est di Malta, abbiamo ricevuto questa mattina dei rifornimenti da parte di una nave italiana e la conferma scritta dal Mrcc di Roma (il comando che coordina le operazioni navali, ndr) che il nostro rapporto safety sarà a Valencia - spiega Alessandro Porro, operatore Sar (Search and rescue) - Dal nostro punto di vista questo non è l'uso migliore e razionale delle risorse Sar perché in un momento in cui tutte queste imbarcazioni che dovrebbero fare soccorso in un posto in cui la gente muore, sono in realtà impegnate in un trasferimento lungo, che richiede giorni, si inficia la capacità di soccorso e ci dispiace pensare che questa situazione comporterà degli altri morti”.

 

  

Domani nel frattempo è previsto l'arrivo, a Catania, della nave “Diciotti” della Guardia Costiera con a bordo 937 persone raccolte nelle ultime ore in diverse operazioni di salvataggio che hanno portato al recupero di due cadaveri.

  

L'Emergenza che non c'è

  

Stamattina il Viminale ha diffuso nuovi dati sul numero di migranti sbarcati in Italia dal 1° gennaio 2018 fino a oggi. Il calo, rispetto allo stesso periodo del 2016, è del 72,64 per cento e del 77,45 per cento sul 2017. In particolare ne sono arrivati 14.441 contro i 64.033 dello scorso anno e i 52.775 del 2016. Nel dettaglio i migranti provenienti dalla Libia (9.832 nel 2018) sono in calo dell'84 per cento rispetto al 2017 e dell'81,37 per cento rispetto a due anni fa.

  

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Commenti all'articolo

  • Beresina

    Beresina

    12 Giugno 2018 - 17:05

    In tutto il gran ciarlare che si fa su questi problemi, si dimentica l'essenziale. che parlare di diritto del mare che impone il soccorso a chi è in pericolo è del tutto fuori luogo in una situazione in cui le "emergenze" sono volutamente programmate provocando i morti che tutti denunciano ma senza denunciare i veri responsabili. chi programma tutto questo "sa" che ci sono poi quelli che come avvoltoi si aggirano nella zona per fare i salvataggi cosiddetti di emergenza. questa è una situazione semplicemente criminale che da tempo doveva essere bloccata alla radice. L'Europa, se esistesse, da tempo avrebbe dovuto denunciare le convenzioni internazionali sui rifugiati che sono nate per ben diverse ragioni e stabilire che chi cerca di entra in Europa illegalmente via mare dovrebbe essere sistemticamente respinto, quelli che pensano di avere il diritto di essere accolti come rifugiati dovrebbero in compenso avere il diritto di presentare la donna in tutte le ambasciate europee all'estero.

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  • luigi.desa

    12 Giugno 2018 - 14:02

    Anche ai più sperduti villaggi africani janno portato i generatori e così ormai i negher guardano la stessa televisione di noi e siccome sono intelligenti come e più di noi a gruppi si mettono in viaggio e ( copywrith Vittorio Feltri) si aggrappano come gatti allo scroto degli italici sempre più molestati nel cervello dei buonisti che fanno danni incalcolabili ma non pagano mai pegno anzi si mettono in lista per il Nobel.

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  • Claudio Pighi

    12 Giugno 2018 - 13:01

    Questo governo si deve dimettere per manifesta disumanità e per manifesta incapacità di risolvere i problemi. È già una barzelletta, ma di quelle che non fanno ridere, vista l'odissea di quei poveri disgraziati in mezzo al Mediterraneo.

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  • alessandro armaroli

    12 Giugno 2018 - 13:01

    Una soluzione comoda, ragionevole ed economica. Mi domando se in esecuzione del “contratto di governo” le spese siano a carico dei contraenti, ovvero di quello che principalmente ha dato causa all’operazione marittima.

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    • Skybolt

      12 Giugno 2018 - 16:04

      Ritengo improbabie che i trafficanti libici pagheranno mai.

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      • alessandro armaroli

        12 Giugno 2018 - 19:07

        Intendo costi a carico di Di Maio, Salvini, Conte e Toninelli.

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