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contro mastro ciliegia

Barabba, non un influencer

Maurizio Crippa

Stefano Massini su Repubblica racconta a modo suo il "black-bloc" che fu liberato al posto di Gesù. Oggi con i suoi like il popolo lo condannerebbe ancora. Ma la domanda "autentica" di Barabba resta quella immaginata per lui dallo scrittore Lagerkvist:  chi era mai, quell'uomo che è morto al posto mio?

Gli ambrosiani chiamano “settimana autentica” quella che per tutti gli altri è invece “settimana santa”. Pure per Repubblica, si direbbe, se ha deciso di pubblicare ogni giorno un racconto su un protagonista di quegli eventi. Autentica forse è pretendere troppo, visto il modo con cui Stefano Massini affronta il primo, Barabba. Che per lo scrittore diventa “una specie di profeta guerrigliero, un black-bloc urlante”, quasi un influencer che oggi farebbe “strage di like”. Un profeta dell’odio, e siccome al popolo piace l’odio, anche se lo chiama amore, il popolo scelse lui. E a Gesù lasciò il Crucifige. “A quelli come lui si deve se Cristo è finito in croce”. Più o meno sì (del resto anche il professor Ratzinger interpretò Barabba come una figura simbolica, la via dell’amore e quella della violenza), ma non così autentico.

 

Non si “deve” a quelli come lui, ma fu invece “per” quelli come lui. Come noi. C’è un romanzo di un premio Nobel, Par Lagerkvist, che si intitola Barabba e si fa l’unica domanda davvero interessante. Immagina la vita “dopo” del brigante o ribelle (o influencer). Come sarà trascorsa, se non a interrogarsi per capire chi fosse quell’altro, quello che morì al suo posto? Domanda autentica, senza bisogno di essere santa.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"