“Non mi aspettavo che”. Classifica degli impreparati

Maurizio Crippa

Dalle dimissioni di Fioramonti alla tesi copiata di Lucia Azzolina

Breve classifica delle migliori gag “non mi aspettavo che” del giorno, che illustrano meglio di un faro in cima a una scogliera quanto siamo messi bene. Ma proprio bene, in generale, quanto a figure pubbliche. Apripista d’obbligo, perché ha il timbro originale, l’economista di Pretoria così volterrianamente candido da aver ammesso, e persino alla televisione: “Non mi aspettavo che mandando la lettera (di dimissioni, ndr) a Conte le dimissioni venissero accettate”. Da applausi anche il resto: “Una lettera di un ministro non vuol dire che le dimissioni debbano essere accettate. Per me era un modo per dire faccio sul serio, sono serio su questa cosa”. Che non aspettassero altro non gli è manco passato per la testa, al Candido. Ma dovremo rimpiangerlo, Lorenzo Fioramonti, dacché la sua sostituta è Lucia Azzolina. Ché è lì che rimugina: “Non mi aspettavo che facendo i copia incolla nella tesi qualcuno avrebbe avuto da ridire ora che faccio la ministra dell’Istruzione”. Sempre per stare in zona viale Trastevere, riecco l’ex ministra Valeria Fedeli: “Non mi aspettavo che facesse così freddo nell’abbazia di Contigliano”. Si vede che solo lei, nel Pd, ancora si fidava delle qualità di Zinga come capace organizzatore. E se proprio vogliamo mettere il naso fuori confine: “Non mi aspettavo che a mandare affanculo la nonna e il royal parentado poi volessero indietro i soldi”. (Harry “ti presento il conto” Sussex). Ma the winner is: “Non mi aspettavo che dopo la figura da cioccolataio che mi hanno fatto fare, Al Serraj e Haftar corressero a Mosca appena Putin gli ha fatto un fischio”.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"