Titolisti e abortisti

Maurizio Crippa

In Consiglio comunale a Verona hanno approvato una mozione “a favore della vita” e non “contro l'aborto”. Alcuni giornali sono rimasti fermi agli anni 70

“Verona, in Consiglio comunale sì a una mozione contro l’aborto, anche dalla capogruppo del Pd”. Leggi un titolo di Repubblica, e capisci perché va a picco: sono rimasti inchiodati agli anni 70. Leggi un titolo del Fatto: “Verona, Comune centrodestra approva mozione contro l’aborto: ‘Fondi a gruppi pro vita’”, e capisci tutto, del Fatto. In Consiglio comunale hanno approvato una mozione per dichiarare Verona “città a favore della vita” e per aumentare i finanziamenti a iniziative e associazioni che prevengano, o evitino se si può, l’aborto, che non è mai la cosa più desiderabile del mondo. Tra cui una che si chiama “Culla segreta”, che è né più né meno una possibilità offerta (non obbligatoria) a donne che non possono o vogliono tenere un figlio di farlo nascere e – non riconoscendolo, come prevede la legge italiana, non la sharia – permetterne l’inserimento in una famiglia adottiva, scelta dal Tribunale dei minori. Strutture che esistono già in Italia, scelte che si possono fare anche nei pubblici ospedali. Non è “contro l’aborto”, e persino la lettera della mozione recita “a favore della vita”. Allora perché titolare al contrario? Dove sta il terribile vulnus “che ci ha riportato indietro ad anni in cui le donne morivano per le interruzioni di gravidanza e proliferavano gli aborti clandestini” (la deputata veronese pd Alessia Rotta, auguri Pd)? Da nessuna parte, se non nel blocco mentale di alcuni giornali e dei loro titolisti. Loro sì, fermi al Medioevo. O agli anni 70.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"