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Il dissenso sull’aborto e il tragico errore del Pd

È la deriva identitaria, insofferente e intollerante, di una classe dirigente che si vuole laica ma non rispetta quella parte della cultura e della politica laica incapace di accettare non la legge, ma la legittimazione morale dell’aborto

7 Ottobre 2018 alle 06:00

Il dissenso sull’aborto e il tragico errore del Pd

Corteo e flash mob Non una di meno in occasione del 40esimo anniversario della 194

A Verona hanno votato per finanziare centri che si battono contro l’aborto. La 194 non c’entra. L’obiettivo della mozione approvata anche dalla capogruppo del Pd è negare l’aborto come diritto civile e come contraccettivo. Che sono due pilastri della legge “per la tutela sociale della maternità” approvata dal Parlamento italiano tanti anni fa, sottoposta poi a referendum e ratificata contro il voto e il parere della Bonino e dei radicali, che volevano una liberalizzazione generale, non una legge di compromesso che evita la galera a chi abortisce e fa abortire, giusto, sacrosanto, ma non cede all’idea che l’aborto sia acqua fresca.

  

Questo voto di Verona, ottenuto con il consenso della capogruppo cattolica del Pd, è diventato subito materia di scandalo, e Boldrini, Martina, Bonino e altri chiedono alla dissidente di andare a casa, dimettersi e vergognarsi di un “voto contro le donne”. E’ grottesco. E’ il segno di una caparbia deriva identitaria, insofferente e intollerante, da parte di una classe dirigente che si vuole laica ma non rispetta quella parte della cultura laica e della politica laica incapace di accettare non la legge, ma la legittimazione morale dell’aborto, in un clima di sordità etica che arriva anche a lambire la chiesa cattolica. I vecchi praticoni dell’abortismo, forti della deriva verso il diritto procreativo come emblema di liberazione della donna, non hanno nemmeno un elementare rispetto della libertà di coscienza: la dissidente non ha chiesto il ripristino della penalizzazione dell’aborto e la cancellazione della 194, o altri atti ispirati a estremismi fondamentalisti, con quel voto trasversale ha solo chiesto che il vero assunto della 194, tutelare socialmente la maternità e la vita, sia difeso contro l’ideologia e la pratica dell’aborto come diritto anticoncezionale e libertà privata.

  

E’ un’altra riduzione del Pd a congrega generica della sinistra storica, un altro insulto all’idea di un partito in cui convivano in dialettica e in conflitto posizioni diverse su temi etici sensibili, e un regalo insperato alla Lega e ad altri che vogliono fare di queste battaglie uno strumento di ideologia tradizionalista a fini di consenso politico. E’ più che un delitto, è un tragico errore.

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  • mussini

    10 Ottobre 2018 - 10:10

    E’ irragionevole un cartello comprendente chi difende la 194 e una Emma Bonino che quella legge ha strenuamente combattuto sin dal referendum del 1981. Tanto più che, nel respingere una nuova richiesta referendaria radicale, la Corte Costituzionale (sentenza 35/97) ha insistito sul dovere di prevenire l’aborto aiutando le donne a “superare le cause che potrebbero indurle all'interruzione della gravidanza”, come recita la stessa 194. La controprova viene dallo stesso Pannella che in un’intervista al Corriere in un'intervista al Corriere (16 gennaio 2006) molto onestamente ammise che, ovviamente dal suo punto di vista, «la legge 194 è pessima e i suoi risultati sono ottimi soltanto perché non è stata mai rispettata».

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    08 Ottobre 2018 - 09:09

    Nella loro presunzione di superiorità "culturale" queste dirigibili del PD manifestano un increscioso analfabetismo, etico e morale, oltre che semplicemente civile. Costoro pensano Etica sia un oppio, e Morale un tipo di cavolfiore. Ipotesi: si dimenticano forse, nel loro urticante schiamazzo, delle donne abortite prime di nascere. Ossessionate dal combattere il patriarcato dei loro incubi irrisolti, scordano che il feto non è solo maschio, l'embrione nemmeno, possono essere femmine. Uccise, magari perché la giovane madre viene convinta a farlo da un uomo dolcemente prepotente, e a sua insaputa femminicida, che rifiuta di fare il padre, dopo essersi divertito. Grazie per questo barrito di dolore, Elefantino, mi ricorda rda l'Urlo di Munch.

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  • Bacos50

    08 Ottobre 2018 - 09:09

    «...Meno male che in Africa fanno figli che manco la catena di montaggio. L'umanità è salva». Gran bella catena di montaggio, non c'è che dire! Peccato però che molto spesso quel magnifico “prodotto” appare quasi giornalmente e sempre all’ora di pranzo in sconvolgenti filmati strappacuore, in cui i protagonisti - le innocenti creature africane - piangenti, denutriti, malati e privi di qualsiasi sostentamento, destinati a un improbabile futuro si affidano al buon cuore degli spettatori occidentali, che invece preferiscono “produrre” in forma oculata e artigianale, rigettando i grandi numeri. Qual è il senso dunque nel continuare a sfornare figli a ruota libera in quel contesto, sapendo di non aver i mezzi neanche per sfamarli ed esser costretti nel migliore dei casi ad abbandonarli nelle strade? A quale medaglia o premio si ambisce? Mettere al mondo una creatura è un atto di grande responsabilità se non altro, perché chi viene al mondo, non l’ha chiesto.

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  • carlo schieppati

    08 Ottobre 2018 - 08:08

    Molti di questi tempi parlano della Repubblica di Weimar. Le dichiarazioni sulla mozione di Verona da parte dei capi del PD (Martina, Camusso, la Cirinnà, Orlando ecc.) a me hanno richiamato il Terzo Reich.

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