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Caro Di Maio, l'utilità dei giornali non sta nell’essere letti ma nel poter essere letti

Leggere significa spingere ogni giorno più in là il confine di ciò che si sa o si pensa, anche a costo di scoprire qualcosa che faccia arrabbiare

8 Ottobre 2018 alle 16:38

Caro Di Maio, l'utilità dei giornali non sta nell’essere letti ma nel poter essere letti

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

L’uscita di Di Maio sull’utilità dei giornali – di là dal ventilato potere di farli chiudere o danneggiarli – risulta deleteria già nell’impostazione del suo ragionamento, secondo cui un giornale avrebbe ragion d’essere in quanto ha lettori. Non è vero, poiché l’importanza di qualsiasi giornale non sta nell’essere letto quanto nel poter essere letto; nel consentire insomma che domani qualcheduno si svegli e dica: “Sai che c’è? Oggi compro L’Eco di San Barnaba, anzi la Gazzetta del Fisiatra Ambulante”. La concezione di Di Maio prevede inoltre che il lettore compri solo ciò che lo asseconda, quando invece la lettura – di ogni genere, non solo l’informazione – consta di un senso del dovere che porta a spingere di giorno in giorno più in là il confine di ciò che si sa o si pensa, anche a costo di leggere qualcosa che a conti fatti non interessi o faccia arrabbiare. Inoltre l’argomentazione secondo cui i giornali perdono lettori perché non riferiscono la verità implica sottilmente che, essendo la verità una e una sola, può bastare uno e un solo giornale; e che il compito della stampa sia il carotaggio dell’accaduto anziché il ben più avvincente confronto fra idee, opinioni, spunti più o meno polemici o geniali. Quando ho sentito le dichiarazioni di Di Maio mi sono dispiaciuto perché ho dedotto che per lui leggere i giornali dev’essere una fatica e una noia mortale, con questi presupposti; peccato, perché altrimenti potrebbe divertirsi un mondo ogni mattina.

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Commenti all'articolo

  • ancian99

    08 Ottobre 2018 - 20:08

    Gli esponenti dell'attuale governo sono stati eletti da quella parte degli Italiani che soffrono di analfabetismo culturale e che hanno voltato le spalle alla cultura, per godersi lo spettacolo da circo di capi-popolo ignoranti, che non hanno mai letto né scritto nulla, ma si limitano a esprimersi con frasi fatte o con enunciazioni e slogan dirompenti, trascinando il popolo in questa orgia di potere che porterà lo stesso popolo alla rovina.

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  • guido.valota

    08 Ottobre 2018 - 19:07

    Sottigliezze pre-dimaiesche, utili a qualche generazione di italiani abituati a leggere giornali nei quali sanno di trovare solo quello che vogliono leggere. La lettura per Di Maio è un problema che non si pone, mai si è posto, ne' credo si porrà dopo questo pezzo (supera le tre righe).

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