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Se chiudono i giornali

Giggino auspica licenziamenti a Repubblica e all’Espresso dopo che entrambi, per anni, hanno fatto del loro meglio per spianargli la strada del successo

9 Ottobre 2018 alle 06:00

Se chiudono i giornali

Foto pxhere.com

Non c’era alcun bisogno di dimostrazioni ulteriori, questo è evidente, certo però che aver sentito Giggino auspicare la chiusura di Repubblica e dell’Espresso dopo che entrambi, per anni interminabili e fino a poco fa, avevano fatto del loro meglio per spianargli la strada del successo, non solo racconta ancor meglio lo spontaneo disprezzo che il bel tomo nutre per la libertà di stampa, o per le regole elementari della civile convivenza. Squaderna altresì al tempo stesso, sfacciatamente, la voracità vendicativa e piccina che tatua ormai in modo irreversibile quel tipastro coi suoi. L’ansia angosciante che la loro affermazione possa naufragare li tramuta ormai in piccole iene che azzannano ogni cosa. Che se ne fottono perfino dei vecchi amici, che ne disconoscono l’annuso naturale, che si obbligano a pentirsi del pezzo di strada percorso insieme fino ad auspicarne il licenziamento, la disoccupazione umiliante, la perdita non tanto dello status quanto della dignità, proprio. I licenziamenti. A Repubblica. All’Espresso. Ma roba da matti. Va denunciato con forza, tutto ciò. Perché sì, perché è giusto. Poi bon. Esiste il tempo libero, poi. Mettiamoci allora in poltrona, sbrachiamo. Chiudiamo gli occhi. Sogniamoci un Marco Damilano che (ingiustamente, oh!) pulisce i parabrezza agli incroci.

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Commenti all'articolo

  • lucafum

    09 Ottobre 2018 - 22:10

    In altri tempi, in altro luogo, erano statii chiamati "gli utili idioti". Anche quelli, infine, sterminati, con coloro che utili idioti non erano stati.

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  • eleonid

    09 Ottobre 2018 - 19:07

    Quando i giornali, ma soprattutto gli editori , non riescono più a farsi sentire da chi ne hanno sponsorizzato la loro ascesa politica, si sentono in un certo senso traditi e quindi cominciano a criticarli. Ma non tutti sono come quel galantuomo di Renzi , e molti altri politici del passato, che avevano rispetto per la critica , ma perché no anche dei giravolta sull'appoggio politico dei loro otiginarib sostenitori.Ma sembra che quei tempi siano passati e sostituiti da tempi più sbrigativi , quelli in cui non è ammessa l'opposizione al pensiero del potere.Il nuovo corso politico è nato fra tante battute e risate, e chi l'ha appoggiato non immaginava minimamente che potesse essere così tirannico ,al momento solo verbale, come si sta dimostrando.

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  • luigi.desa

    09 Ottobre 2018 - 18:06

    Giggino smerdacchia i giornali e i giornali lo mettono imperterriti in prima pagina a mò di requiem per se stessi medesimi.

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  • luiga

    09 Ottobre 2018 - 12:12

    perfetto!

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    • quadroemerito

      09 Ottobre 2018 - 13:01

      Perfettissimo!

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