Incontro con Alessandro Sallusti al Teatro Manzoni di Milano (foto LaPresse)

Viva Sallusti che mena Borghi (e viva l'autocritica)

Maurizio Crippa

Il direttore del Giornale quando gli gira il cribbio gli vengono le dita come mazze da baseball e digita legnate sulla tastiera

Oggi festeggiamo Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, che quando gli gira il cribbio gli vengono le dita come mazze da baseball e digita legnate sulla tastiera, riducendo gli avversari allo stato di sonanti pelli di tamburo. Ieri è toccato a Claudio Borghi Aquilini, il generatore automatico di spread, quello “che come parla gli investitori scappano”. Quel “bizzarro signore, un filo egocentrico ed esibizionista”, inopinatamente passato dal rango di apprendista stregone dell’economia alla presidenza della commissione Bilancio della Camera. Una posizione in grado di nuocere, tanto, a tutta la nazione. La sua sparata sull’Italia “che dovrebbe mettersi a stampare moneta” è costata ad esempio centinaia di milioni di spread su base annua.

 

Si chiede giustamente Sallusti se dietro alle sparate di Borghi ci sia a) la voluttà di finire sui giornali, b) il fatto che è “un idiota, non sa di che si sta parlando”, c) un mandato del governo, per farci cacciare dall’Europa. E conclude che, per quanto sia più probabile la prima, tutte e tre “possono convivere alla grande”. Chapeau. Ma già che ci siamo. Sallusti è fumantino, non sempre condivisibile, però è intellettualmente onesto. E allora gli fa onore avere fatto ammenda, nel suo articolo, del fatto che se un matto scatenato è oggi arrivato al cuore dello stato la colpa è anche sua, di Sallusti medesimo, che negli anni scorsi lo ha “aiutato a diffondere il suo originale pensiero”. L’onestà intellettuale si apprezza. Sarebbe però ora che non solo Sallusti, ma tutta l’area politica di destra, si chiedesse che razza di guai ha combinato, fomentando per anni lo spread del populismo anti europeo. Discorso lungo e complicato, perciò suggeriamo solo una parolina magica da cui potrebbero partire: ma vaffanculo!

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"