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Al Fatto saltano i cilindri

Il giornale di Marco Travaglio s'indigna (da che pulpito) perché certi giornalacci pubblicano Whatsapp privati. Indro Montanelli sarebbe onorato di avere eredi come questi?

3 Ottobre 2018 alle 06:00

Al Fatto saltano i cilindri

Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio (Foto Imagoeconomica)

Indro Montanelli si sentirebbe onorato, oggi, di avere ideali discendenti come – per citarne uno – il direttore Marco Travaglio? È argomento spigoloso, ben lo sappiamo, che provoca repentine orticarie, perciò lo lasciamo ad altri e non mettiamo becco. Montanelli era un toscanaccio burbero e velenoso, non le mandava a dire, ma era a suo modo un giornalista di squisito equilibrio. Suscita invece un’irrefrenabile ilarità vedere, in questi giorni, quanto siano sull’orlo di una crisi di nervi dalle parti del Fatto quotidiano, testata a suo modo gloriosa e fino a qualche tempo fa in navigazione tranquilla come una portaerei in mezzo a gusci di noce: i cannoni spianati li avevano tutti loro.

  

Ieri, per dire, Vauro era l’elemento di maggior sangue freddo della prima pagina, sotto un titolo almodovariano, “L’Europa scatena lo spread per far cadere il governo”. A pagina due, occhiello “Attacco a tenaglia”, si titolava: “La Ue muove i mercati per far cambiare il Def”. Insomma, il gomblotto, la linea (Maginot) Di Maio squadernata ai disorientati lettori: va tutto bene, sono quelli là che sono canaglie, brigatisti (per dirla con Vauro). Nelle pagine leggere, si strabordava alla ricerca di un guizzo: “Cottarelli, l’astrologo della domenica”. Per il Fatto, l’illustre economista, ospite di Fazio, si è trasformato nel “Paolo Fox della finanza”. Forse oggi leggeremo che Keynes a Borghi gli fa una pippa. Dell’indignazione per il cattivo gusto di certi giornalacci che pubblicano Whatsapp che dovrebbero essere privati (da che pulpito) sarà bello il tacere. C’è poco da ridere, quando in sala macchine saltano tutti i cilindri.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    08 Ottobre 2018 - 14:02

    Al Fatto mi davano meno fastidio quando facevano i questurini sbobinatori degli atti coperti da segreto che ottenevano dalle procure complici. È il mestiere del giornalista, e se hai una notizia e non la pubblichi cambia mestiere (variante Casaleggio: inventati la notizia e soprattutto i commentatori perchè è la diffusione social del sentiment che conta, non la notizia). Che poi pubblichino come madonnine lacrimose sul carattere privato di whattsapp audio (whattsapp audio, non telefonate), oltretutto mal recitati, distribuiti sapientememetne da uno dei maggiori esperti nell'utilizzo gossipparo di questi mezzi, non è macchiettistico: è MinCulPop.

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  • quadroemerito

    03 Ottobre 2018 - 12:12

    Tanti anni fa, quand'ero comunista, affascinato dal corso berlingueriano prima maniera, leggevo la rivista culturale "Il Calendario del Popolo" dove di Montanelli si diceva peste e corna, evidenziando in particolare tutti gli errori contenuti nella sua collana dedicata alla storia d'Italia. Poi l'uomo si mise contro il cavaliere, diventando icona della sinistra (che nel frattempo avevo abbandonato, stufo dell'ipocrisia e dell'assurda opposizione prima al PSI di Craxi e poi allo stesso Berlusconi, delle stupidaggini sull'austerità, della svolta ambientalista e terzomondista, dell'avvio dell'antipolitica che ha portato al successo dei 5balle) e, come dice il lettore, personaggio intoccabile. In breve Montanelli fu fascista sotto il fascismo, democristiano quando la DC dominava, filocomunista quando erano questi al potere. Ma, come tanti, amava definirsi "scomodo". Magari scriveva bene, ma era solo un arcitaliano.

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    • ubertofd@gmail.com

      ubertofd

      07 Ottobre 2018 - 20:08

      Mi dispiace contraddire, ma Montanelli è sempre stato controcorrente, erano gli altri che lo etichettavano a secondo loro convenienza.

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  • ayler

    03 Ottobre 2018 - 09:09

    Eredi di Montanelli? In un certo senso sì. Montanelli in fatti di fake news si difendeva bene. Pensiamo alla sua presunta presenza al momento dell'arrivo dei sovietici in Finlandia, a tutta la vicenda della sua detenzione e poi"fuga" da San Vittore, alla menzogna circa la sua presenza a piazzale Loreto. Per non parlare della sua testimonianza afavore di Theodor Soewecke, il boia di piazzale Loreto (e in quell'occasione ebbe a dire che dell'indignazione dei parenti "se ne fotteva").. In Italia Montanelli è intoccabile e passa per il più grande dei giornalisti: C'è voluta una studiosa ticinese, Paola Boggini, per mettere le cose in chiaro.nel suo libro Passaggio in Svizzera. Con scarsa eco in Italia.

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    • Giovanni Attinà

      03 Ottobre 2018 - 12:12

      Montanelli è stato sicuramente un grande giornalista. Avrà fatto i suoi errori, ma era controcorrente e non usava salire sui carri dei vincitori. Poi il giornalismo italiano ha avuto tanti grandi giornalisti, che vengono ignorati: in ogni caso il giornalismo di una volta era meglio dell'attuale. Idem i giornali, magari con meno pagine. Quanto agli eredi di Montanelli, non esistono.

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