Quattrocentosessanta donne (in più) nell’abisso del Pd

Il partito precipita e forse il manifesto “TowandaDem” contro il dominio maschile non è la priorità 

12 Aprile 2018 alle 06:14

Quattrocentosessanta donne (in più) nell’abisso del Pd

Foto LaPresse

Devo confessare, per quel chi mi interessa della politica italiana, di recente, non ci vedo il quid e il casus belli. Però, a occhio, mi pare che il Pd, inteso il partito già e non più di Matteo Renzi, abbia altre gatte da pelare. Dal che fare con Giggino di Maio al “ritorno nelle periferie”, che sarebbe stato un bel titolo per Jack London, ma per Maurizio Martina sembra davvero sprecato. Però, che in tutto quel bailamme che hanno, ci siano quattrocentosessanta donne del Pd (460, che oggi come oggi sono quasi metà dell’elettorato) che si schierano contro i vertici Pd con un manifesto intitolato “TowandaDem” e si scagliano contro il dominio maschile (ma perché non chiamarlo patriarcale, che almeno viene anche la Boldrini con Asia Argento?) fa effettivamente ridere.

  

“Il Pd è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal M5s e dalla destra”, scrivono. “Un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e ‘trattative’ di soli uomini”. Una volta si trinceravano nei cinema, per soli uomini. Infine un perentorio: “E’ arrivato il momento di passare dalle promesse alle azioni. Vogliamo essere protagoniste della necessaria fase costituente del Pd a cominciare dall’effettiva rappresentanza paritaria ad ogni livello”. Insomma, di quei machisti ammosciati à la Franceschini non si fidano più. Bene, avranno anche ragione, e il contributo delle donne non lo staremo certo a mettere in dubbio. Ma appunto, per come sono messi, i dem, si può dire questo, senza passare per Weinstein? Se nel disastro abissale in cui il Pd sta precipitando siano in maggioranza i maschi, le femmine, o se siano invece in perfetta parità di gender, chissenefrega?

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Commenti all'articolo

  • mastrofrancescolucia

    17 Aprile 2018 - 13:01

    Promosso da garantite che hanno taciuto alla formazione delle liste e che si ribellano ritrovandosi perdenti: una protesta fuori luogo, un'ennesima divisione che non consentirà mai alle donne di occupare nel Pd posizioni di prestigio (come accaduto con il governo Renzi) : non avranno poltrone né strapuntini , continuando a collaborare allo sfascio.

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  • Stefano schiavon

    14 Aprile 2018 - 07:07

    Il vittimismo ideologico non guarda al contesto guarda al proprio ombelico.

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  • Giovanni

    12 Aprile 2018 - 11:11

    Ben presto il PD potrebbe dividersi in tre componenti: PDD (Partito democratico Donne), PDU (Partito democratico Uomini) e PDLGBT. Ogni componente avrebbe un proprio segretari-o-a-lgbt i quali concorderebbero la linea politica dell'intero partito. Tuttavia ognuna delle tre componenti avrebbe poi le proprie correnti politiche: di sinistra sinistra, di sinistra moderata, di centro sinistra e di centro. Ogni corrente avrebbe ovviamente un proprio sottosegretariato. E non basta, che poi ci potrebbero essere anche le contro-correnti e le sottocorrenti e anche..........

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    • Stefano schiavon

      12 Aprile 2018 - 23:11

      Manca anche la componente PDLGBT+, subito un’altra corrente!

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