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All’Ikea non buttano via le mamme. Lo dice il giudice

Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso della ex dipendente contro il licenziamento e “ha riconosciuto la gravità dei comportamenti tenuti”

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

3 Aprile 2018 alle 20:54

All’Ikea non buttano via le mamme. Lo dice il giudice

Quando morì Ingvar Kamprad, ci furono buontemponi pronti a dire: “Non organizzate qualche giornata di promozione?”. Sarà per i sospetti che fosse nazista, sarà che montarsi i mobili da soli alla fine è una gran rottura, l’Ikea è uno dei quei brand che più sono indispensabili più è bello odiare. Quindi che bella occasione, qualche mese fa, quando al megastore di Corsico, Milano (un posto più cubista di uno scaffale Kallax) licenziarono una dipendente, madre separata con due figli di cui uno disabile. E i sindacati, i giornali, i dipendenti (87 su 1.407, per la precisione, quelli che scioperarono) poterono finalmente gridare allo scandalo e alla multinazionale senza cuore e scrupoli, che buttava per strada come un Billy usato una lavoratrice in difficoltà.

 

Invece niente. Il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha respinto il ricorso della ex dipendente contro il licenziamento e “ha riconosciuto la gravità dei comportamenti tenuti”, confermando “la legittimità della decisione di Ikea”. Che lungi dall’essere una strega arcigna, era venuta incontro alla donna su mansioni e orari. Ma oltre un certo punto, diventa difficile mandare avanti la baracca: “La lavoratrice per sua stessa ammissione si è autodeterminata l’orario di lavoro senza alcun preavviso né comunicazione di sorta”, certifica il giudice. “Ikea dà un segnale a tutti: se non rispetti gli orari, te ne vai”, aveva tuonato il sindacato. Il che, a ben guardare, è un segnale nient’altro che normale. Kampard è morto, e la signora non se la passa bene, certo. Però, benvenuti nella realtà.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    04 Aprile 2018 - 17:05

    La questione sarà ancora lunga come di solito lo sono nel nostro paese. Infatti il sindacato ha già annunciato il ricorso in appello.

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  • guido.valota

    04 Aprile 2018 - 00:12

    Il sindacato che nel 2017/18 tuona 'Ikea dà un segnale a tutti: se non rispetti gli orari, te ne vai' merita di finire come sta finendo, e cioè estinto per demenza senile insieme ai pensionati che rappresenta invece di rappresentare il lavoro.

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