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Giada e il “18 dell’anima” che avrebbe rifiutato

La studentessa di Scienze naturali che l’altro giorno è salita sul tetto è si è buttata giù e la lettera “struggente” di un prof. “molto popolare sui social network”

11 Aprile 2018 alle 06:16

Giada e il “18 dell’anima” che avrebbe rifiutato

Foto LaPresse

Jean-Claude Romand sterminò la famiglia per nascondere una laurea mai presa, e si meritò un gran romanzo di Emmanuel Carrère, L’avversario. Giada è la studentessa di Scienze naturali a Napoli che l’altro giorno è salita sul tetto è si è buttata giù. Quel giorno doveva laurearsi, ma non era vero, gli esami non li aveva terminati. Però Giada, invece che un romanzo di Carrère, si è meritata (no, non se l’è meritata) una lettera del prof. Guido Saraceni, docente di Filosofia del diritto e Informatica giuridica a Teramo e “molto popolare sui social network”, qualsiasi cosa significhi. Secondo il Corriere è una lettera “struggente”, ma non lo è. E’ una solenne baggianata. Il professore molto popolare sui social media, invece di interrogarsi su cosa può essere passato in testa a Giada, o a Jean-Claude (ma lui non è Carrère), se la cava con una moralicchia da 18 politico dell’anima: “L’Università non è una gara, non serve per dare soddisfazione alle persone che ci circondano, non è una affannosa corsa ad ostacoli verso il lavoro”. (Verso la laurea magari sì). “Cerchiamo di spiegarlo bene ai nostri ragazzi. Liberiamoli una volta per tutte dall’ossessione della prestazione perfetta, della competizione infinita”. E nessuno la vorrebbe una laurea al costo di una tragedia. Ma il 18 dell’anima, forse pure Giada l’avrebbe rifiutato.

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Commenti all'articolo

  • Emanuele62

    11 Aprile 2018 - 10:10

    anche un orologio rotto segna l’ora corretta, due volte al giorno). Peraltro, scritte su un quotidiano che rappresenta una contraddizione vivente, dato che ospita veementi articoli di economisti trentenni, folgorati sulla via di Damasco del liberismo e della curva di Laffer, pur dovendo la sua sopravvivenza alla tanto esecrata mano pubblica e ai taxpayers. Cordialità

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  • Emanuele62

    11 Aprile 2018 - 10:10

    Gentile Crippa, La stimo, non fosse altro per la comune fede interista. Mi permetta di non condividere il Suo pezzo di oggi, in cui fa il verso non tanto al prof. (che non ha scritto baggianate, ma cosa rispettabilissime, ma qui ognuno resta delle proprie opinioni) ma all'enfasi con cui il post del suddetto è stato presentato sugli odiati "giornaloni". Ora, capisco che la cifra del quotidiano per cui scrive (la sua unica ragione di stare al mondo, direi) è fare il controcanto al mainstream, dando voce alle minoranze ( più spesso, alle ultraminoranze). Ma Lei è abbastanza accorto per non vedere che questa filosofia editoriale, necessaria per la sopravvivenza della testata, a volto confligge con la ragione, il buon senso, il (tanto invocato) principio di realtà , in questo caso, anche il sentimento di umana (o cristiana, faccia Lei) pietà. Insomma, esprimere a priori un'opinione contraria al pol.corr. non è sempre la scelta giusta, e porta a contraddizioni insanabili ...

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